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La Chiesa dell'Addolorata è situata in Piazza Statuto a Casale Monferrato (AL). Edificata nel 1768 dall'architetto Magnocavalli. L'interno a pianta centrale conserva nella zona absidale due sculture lignee probabilmente della fine del XVII secolo.

7° Consiglio Pastorale Parrocchiale (1988-1994)

Eletto il 4/12/88.

Sono componenti in parte eletti e in parte di nomina del Parroco o eletti dai gruppi operanti in parrocchia:

Emanuele Miglietta, Marta Amisano, Daniele Vairo, Andrea Governato (sarà sostituito, per decadenza, da Marco Maglietta), Davide Chiapello, Angelina Cappa Agnesod, Iucci Baviera, Bianca Deminino, diacono Dino Falabrino, Suor Antonina Minola, Maria Rita Cavallone Antoniani e Danilo Antoniani, Paolo Caprioglio e Antonella Patrucco Caprioglio, Paolo Bosso e Caterina Dell’Aversano Bosso, Lucia Milani Baviera e Carlo Baviera, Clara Verardi Casalone, Paola Robiola Milani e Giorgio Milani, Attilio e Pimpi Miglietta, Franco e Antonietta Lorusso, Mario Poletti, Giovanni Demichelis, Lucia Luparia Novelli e Giuseppe Novelli, Guido Bortolini, Pietro Novarese, Pier Angelo Bonzano, Arturo Soffiantino, Rosita Deambrogio (sarà sostituita da Rosa e Gigi Busto in rappresentanza dei volontari vincenziani), Padre Luigi Calcagno (sostituito poi, perché trasferito, da Padre Eugenio Baravalle).
Dal 16/5/91 su proposta del Parroco (e per rafforzare i legami con l’area parrocchiale di Nuova Casale) si cooptano in Consiglio: Ida Frizzarin, Lino Calibrio, Mariuccia Zemide; dal 24/9/91 entrano in Consiglio, quali responsabili dell’Oratorio i coniugi Sobrero.
La Prima riunione si svolge il 13/1/89

Viene eletto Segretario delle riunioni Emanuele Miglietta.

Delle primissime riunioni una (indetta come Consiglio Pastorale Allargato) viene riservata alla preparazione delle considerazioni da presentare al Vescovo nella Visita Pastorale. L’incontro del CPP con Mons. Cavalla si tiene il 21/5/89. La relazione del segretario è leggermente pessimistica nel presentare la realtà (ci si trova di fronte a un cristianesimo individualistico, scarsa partecipazione o partecipazione inadeguata alle messe festive, sacramento della confessione e direzione spirituale ritenute inutili, cristiani di nome che però vivono la fede senza convinzione). I rimedi sono: contrastare l’apatia non con manifestazioni eclatanti ma vivendo la fede nelle piccole cose, puntare sulla catechesi, su occasioni di distensione per i giovani, e (per i lontani, che siamo anche noi a volte) non solo momenti di preghiera ma anche di svago e di festa. Il Vescovo ricorda che la “Christifideles laici” parla di partecipazione laicale, che c’è bisogno di formazione anche sotto l’aspetto socio-politico, e sottolinea che il termine “lontani” non è esatto: “se la Comunità di chiesa non cammina ma sta ferma si troverà lontana da molti; bisogna camminare e camminare nell’oggi”.
Con il 1989 viene chiuso l’Asilo Parrocchiale (sito a Porta Milano) perché la casa generalizia delle suore ha trasferito sia Suor Italina che Suor Nazarena. Si dovrà vendere lo stabile da parte della Parrocchia.
Un tema che viene approfondito in modo maggiore, rispetto alle tante volte che si è affrontato, è la pastorale giovanile sollecitati in questo dal Piano Diocesano, il quale contiene anche la Scuola di formazione socio-politica. Si pensa che sia importante un prendersi cura generale della questione giovanile, avere giovani animatori che affianchino i ragazzi nella vita ordinaria, e dare anche prospettive di impegno concreto (ad esempio il volontariato, la carità).
Legata ai temi della pastorale giovanile è la richiesta (avanzata nel ’90) per ottenere un obiettore quale supporto al servizio in oratorio.

Di rilievo la riunione straordinaria del 16/6/90, per una comunicazione urgente del Parroco, don Pietro Palena (la riunione allargata anche a persone non componenti il Consiglio, si svolge nel salone delle Suore Domenicane): Il Parroco annuncia che il Vescovo, Mons. Carlo Cavalla, ha deciso di sollevarlo dall’incarico di Parroco dell’Addolorata e lo ha nominato Rettore del Seminario diocesano. “Si sappia che io non ho chiesto il trasferimento, ma accetto solo per obbedienza”. (la decisione del Vescovo, a parte le valutazioni pastorali che non sono a conoscenza del pubblico, è presa anche nell’interesse della salute di don Palena, che alcuni anni prima era stato colpito da una paresi e per lunghi mesi obbligato su una carrozzina. La ripresa è stata “miracolosa”, ma certamente il peso della Parrocchia lo sottoponeva ad uno stress che, probabilmente, il Vescovo ha voluto allentare pur sapendo il dolore prodotto dalla sua decisione).



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Il 4/10/90 il Consiglio si riunisce per l’incontro con il nuovo Parroco, don Luigi Gavazza (che non ha ancora fatto l’ingresso ufficiale), presentato dal predecessore.
La riunione si fa subito calda in quanto non si concorda su una richiesta (fatta tramite lettera nei mesi precedenti da don Gigi) per chiedere disponibilità allo spostamento della messa domenicale delle ore 11 alla ore 11,30 e sulla quale il Consiglio (in riunioni informali e non verbalizzate) si è espresso negativamente, ma che il nuovo Parroco ha deciso di spostare. La scelta viene motivata dal fatto che non è stato assegnato alcun collaboratore e non ci sono sacerdoti che possano celebrare alle 11; mentre il Parroco ritiene importante avere tempo dopo la messa delle 10 per ascoltare e dialogare con i parrocchiani. Non basta distribuire un precetto, ma costruire rapporti. Bisogna fare delle scelte e sono state fatte. Il consigliere Demichelis, ritenendo il modo di procedere non rispettoso e tale da svuotare di significato il ruolo del Consiglio, si dimette.
Questa prima riunione della nuova “gestione” decide, su proposta di don Gavazza, di fare un calendario delle scadenza significative e di dividere il territorio della parrocchia in zone con un osservatore/informatore che sia “antenna” di tutte le novità e le esigenze. Inoltre c’è l’esigenza di approfondire la catechesi ai genitori dei ragazzi che devono ricevere prima comunione e cresima. Si comincia a discutere su orario e periodo in cui amministrare la Cresima: da maggio sarà spostata a ottobre (al sabato pomeriggio); il motivo è soprattutto quello di aiutare i ragazzi a continuare nella frequenza delle attività (che invece sarebbe più difficile da riprendere dopo l’interruzione delle ferie). Sulla collocazione pomeridiana non tutti concordano, anche per il disagio dei genitori esercenti. Inizia anche la discussione sul ritorno alla questua durante la messa, che il parroco ritiene giusto effettuare come segno di offerta durante la messa, mentre i “vecchi consiglieri” ritengono un ritorno sbagliato a pratiche che la parrocchia ha abbandonato da tempo. La questua sarà reintrodotta, senza l’unanimità.
Con gli anni ’90 inizia un periodo che “obbliga” la parrocchia a tornare ad occuparsi non solo dei problemi di catechesi tradizionale e di organizzazione interna, ma riporta a riflettere sui grandi temi della storia: il ’91 è il centenario della Rerum Novarum e Giovanni Paolo II pubblica una lettera Enciclica sulle questioni sociali attuali; ci sarà la prima guerra del Golfo; il mondo islamico irrompe prepotentemente sulla scena e ci obbliga a prendere in considerazione aspetti che ci hanno sempre interessato poco; i popoli dell’Est e del Sud del mondo iniziano un grande migrazione che sconvolge soprattutto culturalmente le nostre “tranquille” società. Il credente non può più agire come prima: “non dobbiamo prendere le distanze dalle problematiche che ci circondano, ma dobbiamo cercare di capire che cosa il Signore voglia dirci con questi segni e vedere se il nostro sistema di vita è consono alla nostra vocazione”.
Viene stabilito, a maggioranza un compenso mensile (£ 200.000) al Diacono e a Rosa Gavazza per l’attività che svolgono continuativamente per tenere aperta la Casa Parrocchiale e il lavoro materiale per la Chiesa.
Ci si pone il problema di come legare di più al senso della Comunità parrocchiale gli abitanti della Nuova Casale, storicamente meno legati del Borgo Ala.
I problemi di gestione dell’Oratorio e il ruolo da assegnargli ritornano impellenti, anche per dare regole di comportamento, ma soprattutto per interrogarsi su quali figure servano e verificare quali e quante persone sono disponibili: dal ’93 (e fino agli inizi degli anni 2000) la parrocchia avrà a disposizione un giovane che presta servizio civile; inoltre la messa pomeridiana dei giorni feriali viene anticipata alle ore 17,30 per permettere al Parroco di essere presente fra i giovani dell’oratorio prima di cena.
Dal marzo del ’91 viene posto al Consiglio il tema di come rapportarsi verso gli immigrati albanesi giunti in massa a Casale (con reazioni negative della popolazione) molti dei quali alloggiati in situazioni provvisorie in Borgo Ala; questo sarà un argomento e un terreno sul quale si misurerà la sensibilità cristiana della Parrocchia. Il Parroco, don Gigi, diventerà (non senza incomprensioni iniziali, a causa di pregiudizi e paura del nuovo e del diverso) un punto di riferimento a sostegno dell’aiuto e dell’integrazione; verrà messo a disposizione per qualche tempo, con una convenzione tra Comune e Parrocchia, lo stabile di Via Oriani a Porta Milano – ex Asilo. Come di fronte all’immigrazione dal Polesine (alluvione anni ’50) e dal Meridione (anni ’60) la presenza degli albanesi ha caratterizzato l’operato della Parrocchia negli anni ‘90.
Un altro fronte è stata la proposta di attività con gli anziani (l’invecchiamento della popolazione si è fatto sentire a cominciare da questi anni), per dare un senso alla terza età e per chiedere anche agli anziani un contributo attivo a favore della comunità. Se ne occuperà, in particolare, l’Azione Cattolica.
Si tratta, nel ’91, il tema delle elezioni degli organismi scolastici; i genitori saranno chiamati a votare, ma è importante che si sentano chiamati a partecipare attivamente. I Cristiani siano presenti nelle liste e caratterizzino la loro proposta, per una scuola pluralista.
Riguardo alle famiglie si da inizio ad una nuova prassi: la domenica dell’accoglienza delle nuove famiglie (venute ad abitare in parrocchia nell’annata). [negli anni 2000 questa iniziativa è stata interrotta]
Si torna, per la festa dell’Addolorata, alla novena organizzata di sera, e si sospende l’allestimento del Banco di Beneficenza. Si decide di spostare la festa degli anniversari di matrimonio, da settembre a maggio.
I gruppi del Cammino Neocatecumenale si unificano con quello di Frassineto Po e si spostano in quel paese per le loro celebrazioni.
In vista delle elezioni ’92 (c’è stato da poco lo scandalo del Pio Albergo Trivulzio – a Milano e inizia la fine della “prima Repubblica” e l’esplodere della Lega Nord) il Parroco propone una riflessione sull’importanza dell’andare comunque a votare senza lasciarsi andare al pessimismo e al qualunquismo: “oggi non dobbiamo scegliere tra comunismo e anticomunismo, ma fra partiti che abbiano come denominatore comune valori per il bene comune”.
Dalla quaresima ’92 si inizia un’esperienza bella e coinvolgente: la tradizionale Via Crucis si decide di tenerla al martedì sera con una brevissima meditazione, per ogni stazione, composta dai fedeli, per coinvolgerli meglio e attualizzare le riflessioni.
Nel corso del ’93 a seguito di una decisione del Vescovo (riguardante la riduzione delle messe in città, anche a conseguenza del ritiro, nel ’92, dei frati minori dal Santuario di Crea e il conseguente subentro di sacerdoti diocesani per la direzione e gestione) viene abolita la messa festiva delle ore 8,00.
Con l’anno ’94 viene messo a disposizione, dai Padri Lazzaristi, il cortile dell’ex seminario minore di via Gonzaga; verrà utilizzato, dopo adeguata sistemazione, quale spazio aperto dell’oratorio, nella bella stagione.

Le riunioni in totale sono state 29, compreso l’incontro con il Vescovo Mons. Carlo Cavalla per la Visita Pastorale.

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