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La Chiesa dell'Addolorata è situata in Piazza Statuto a Casale Monferrato (AL). Edificata nel 1768 dall'architetto Magnocavalli. L'interno a pianta centrale conserva nella zona absidale due sculture lignee probabilmente della fine del XVII secolo.

UNITI IN UN PROGETTO DI LIBERTÀ - 2

La Parrocchia dell'Addolorata promuove anche per l'anno pastorale 2025-2026 un significativo percorso di formazione rivolto a tutta la cittadinanza, giovani e adulti.

Dopo i nove incontri di approfondimento su alcuni articoli della Costituzione Italiana, svoltisi da Ottobre 2024 a Marzo 2025, vengono proposti otto incontri sulla Dottrina sociale della Chiesa.

Gli incontri si terranno nel salone Pio X dell'Oratorio parrocchiale in Via dell'Addolorata 5, dalle ore 19:00 alle ore 20:00. Al termine di ogni incontro sarà offerto un aperitivo. 

Invitiamo tutti alla partecipazione.

"C'è una domanda crescente di Dottrina sociale della Chiesa a cui dobbiamo dare risposta"
(Leone XIV - Udienza ai Membri della Fondazione “Centesimus Annus Pro Pontifice”, 17.05.2025)

21 novembre 2025
Leone XIII e l'Enciclica Rerum Novarum. La nascita della Dottrina sociale della Chiesa.
(Mons. Alcesta Catella)

12 dicembre 2025
Dalla Rerum Novarum ad oggi.
(Mons. Alceste Catella)

16 gennaio 2026
I principi fondamentali della Dottrina sociale della Chiesa
(Prof. Fabrizio Casazza)

6 febbraio 2026
Libertà religiosa e laicità dello Stato
(Prof. Fabrizio Casazza)

20 febbraio 2026
Il lavoro dal volto umano
(Prof. Fabrizio Casazza)

6 marzo 2026
Verso un'economia della speranza
(Prof. Fabrizio Casazza)

20 marzo 2026
La politica come servizio
(Prof. Fabrizio Casazza)

10 aprile 2026
Custodire il creato, impegno di tutti
(Prof. Fabrizio Casazza)

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“CATTOLICI IN MONFERRATO. Donne e uomini credenti, impegnati nel sociale da metà '800 a oggi”

Due incontri, tenuti da Carlo Baviera, di cui il primo Mercoledì 21 Maggio 2025 alle ore 18:30 in Oratorio.

Gli incontri desiderano proporre un'analisi intorno alla presenza dei cattolici sul territorio monferrino che hanno rivolto il loro impegno a far crescere la formazione, il lavoro, l'assistenza sociale e la cultura dal periodo successivo all'Unità d'Italia fino all'epoca post-conciliare, al fine di promuovere ed elevare la coscienza civile e spirituale dell'ambiente monferrino e della città di Casale.


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UNITI IN UN PROGETTO DI LIBERTÀ

La Parrocchia dell'Addolorata promuove per questo nuovo anno pastorale 2024-2025 un significativo percorso di formazione socio-politica.

Nove incontri, il primo di ampio respiro generale e gli altri su particolari articoli della Costituzione della Repubblica Italiana per iniziare un percorso di informazione sociale e di formazione civile, certamente rivolto a cittadini sensibili a mantenere alta la coscienza politica, ma soprattutto rivolto ai giovani e ai giovani-adulti che intendono crescere in un concreto umanesimo solidale.

Invitiamo tutti alla partecipazione.

24 ottobre 2024
La Costituzione della Repubblica Italiana: radici, sviluppi, prospettive
(avv. Marco Gatti)

8 novembre 2024
“Pulire il futuro”. Scuola e Costituzione alla prova della storia della Repubblica.
Attualità di un progetto - artt.32 e 33
(prof. Riccardo Calvo)

22 novembre 2024
Rieducazione e dignità umana. Alternative alla pena carceraria - art.27
(Samuele Valentino e Amel Khadir studenti universitari)

13 dicembre 2024
Il ripudio della guerra. La ricerca della pace e della giustizia - art.11
(avv. Sergio Favretto)

10 gennaio 2025
La protezione dell’ambiente: un obbligo universale verso le generazioni future - art.9
(avv. Fabio Zaramella)

24 gennaio 2025
La libertà di manifestazione del pensiero. Diritti e garanzie - art. 21
(avv. Sergio Favretto)

7 febbraio 2025
Lavoro: diritto fondamentale per la dignità o sfruttamento inevitabile? - art.36
(avv. Fabio Zaramella)

21 febbraio 2025
La salute: valore collettivo o bene di consumo? - art.32
(dott. Ugo Marchisio)

7 marzo 2025
Responsabilità contributiva, paradisi fiscali ed evasione fiscale internazionale - artt.23 e 53
(avv. Fabio Zaramella)

GLI INCONTRI SI TERRANNO NEL SALONE PIO X
DELL’ORATORIO PARROCCHIALE
DALLE ORE 19:00 ALLE ORE 20:00.
UN APERITIVO CONCLUDERÀ GLI INCONTRI.

Qui di seguito è disponibile la locandina degli incontri.
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"SIAMO CITTADINI EUROPEI?" - Incontro con il Prof. Graglia

Si svolgerà Giovedì 22 Febbraio 2024, alle ore 21:00, nella Sala Pio X dell'Oratorio, nell'ambito del progetto parrocchiale "Ascoltare, pensare, camminare" e organizzato insieme con la Commissione "Chiesa e Società" dell'UP cittadina, l'incontro di approfondimento sul tema: "Siamo cittadini europei?".
Relatore: Prof. Piero Graglia, docente di 'Storia delle relazioni internazionali' e di 'Storia della integrazione europea' presso l'Università degli Studi di Milano.
Invito aperto a tutta la cittadinanza.

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INCONTRI IN PREPARAZIONE ALLA 50ª SETTIMANA SOCIALE: "AL CUORE DELLA DEMOCRAZIA"

Dalla nostra Parrocchia dell'Addolorata nasce la proposta di dare vita, tra il mese di luglio di quest'anno 2023 fino a giugno 2024, a incontri periodici di preparazione alla 50ª Settimana sociale dei cattolici in Italia che si terrà a Trieste dal 3 al 7 luglio 2024.

Il primo di questi incontri si terrà presso l'Oratorio dell'Addolorata sabato 8 luglio 2023 alle ore 10:30.

Li verrà distribuito e commentato il "documento preparatorio" (versione online qui) che sarà oggetto di riflessione e di discussione negli incontri successivi.

Il tema della 50ª Settimana sociale ha per titolo "Al cuore della democrazia" ed è un invito a "pensare" al futuro dell'Italia in questo tempo che ci chiede capacità di confronto.

La democrazia non è solo una forma di governo, ma è un modo profondamente umano di pensare alla convivenza in un Paese che è crocevia di persone e di progetti diversi.

"Partecipazione" sta tra i primi criteri di salute della democrazia specie in un tempo di crisi climatica e difficile situazione migratoria.

"Ascolto" dei molteplici mondi sociali presenti nella nostra società, necessario per attivare una buona convivenza.

"Prospettare" il futuro immaginando e desiderando un nuovo inizio di benessere e di pace sociale.

Pensare a questi temi è il modo per rivisitare la nostra Carta costituzionale e ripassare ciò che è proprio della Chiesa come "insegnamento sociale". È anche l'occasione di ripensare al senso di laicità, senso dello Stato, bene comune, situazione economica ed esigenze sindacali.

L'invito all'incontro di sabato 8 luglio serve per dare inizio a confronti e ad approfondimenti tematici utili per la nostra crescita personale e soprattutto per consolidare il senso di democrazia.

Don Eugenio, parroco

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GUERRA E PACE. Quale politica, quale Europa?

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La Partecipazione cittadina

Se per buona parte della prima metà del secolo scorso la nostra Parrocchia era conosciuta e apprezzata in città per il suo affiatato ed esemplare gruppo giovanile (il Pio X), per la grande carità del suo parroco (can. Giuseppe Palena) e per l’attività teatrale che riempiva gli spazi dello svago e del tempo libero (allora le occasioni di divertimento erano molto poche e a volte costose per le povere tasche dei cittadini di Borgo Ala e Porta Milano, quartieri popolari), a cominciare dagli anni cinquanta, ma soprattutto sessanta, la realtà si trasforma a causa dell’immigrazione (prima dal Veneto – per l’alluvione del Polesine – e poi dal Sud). Anche gli interessi e l’attività ne sono condizionati. Si continua sempre, con la S. Vincenzo, a operare la carità verso le famiglie più bisognose o a portare un po’ di compagnia agli anziani della Casa di Riposo; i giovani continuano ad appassionarsi allo sport e la squadra di calcio dell’Astor partecipa con successo a tornei e campionati dilettantistici ma, grazie anche al Concilio che porta una ventata di freschezza nella chiesa e nella società, comincia a farsi strada un’attenzione maggiore per i problemi e la crescita della città: sono gli anni in cui si vuole essere vicino a quanti chiedono cambiamenti nella scuola, in cui si cerca di capire i motivi delle lotte sindacali per il riconoscimento di diritti importanti nel lavoro, in cui si è fra i protagonisti della nascita dei consigli di quartiere e della partecipazione alla cosa pubblica, in cui si parla di giustizia per i popoli svantaggiati.
Come per tanti altri giovani della città, gli anni ’60 (caratterizzati anche dal protagonismo di sacerdoti e gruppi giovanili prima ancora che si sviluppasse il movimento studentesco e l’attivismo delle organizzazioni di sinistra: basti pensare ai giovani e ai sacerdoti responsabili dell’Azione Cattolica, al Gruppo che frequentava don Gino Piccio, al Movimento Giovani Lavoratori, al Movimento Giovani Studenti) in città hanno rappresentato un momento importante per la presenza competente e convinta anche dei giovani formatisi negli oratori; e ciò coinvolge anche i giovani dell’Addolorata.
Nel 1967 si aderisce come ‘Circolo Pio X’ alla Consulta Giovanile cittadina: i rappresentanti sono Marisa Tozzini, Antonio Bottega, Carlo Baviera.
Da questo impegno e, grazie soprattutto a Paolo Ferraris (che fa conoscere iniziative, approfondimenti e documentazione) scaturisce l’interesse per le questioni socio-politiche della scuola, della città, del quartiere. Nel 1968 si organizza (per la Parrocchia) un ‘censimento’ degli abitanti per poter adeguare la pastorale alla realtà mutata e per conoscere più dettagliatamente le situazioni delle famiglie. Dal 1969 (in considerazione del fermento che comincia a alimentarsi anche grazie ad ambienti legati alle forze politiche) si sviluppa l’interesse per la partecipazione e il decentramento amministrativo e si comincia a seguire, con particolare attenzione, il dibattito che anche il Consiglio Comunale e l’Amministrazione Civica portano avanti per il cosiddetto “risanamento urbanistico del quartiere”: in questo settore coloro che partecipano con più impegno e che terranno i rapporti anche con gli Amministratori sono Pierangelo Bonzano e Paolo Ferraris.
Dal 1969 al 1974 (anno di costituzione ufficiale dei Consigli di Quartiere – prima erano Comitati spontanei) il tema della partecipazione, pur non essendo un’attività strettamente pastorale, ha visto però la Parrocchia, e non solo i suoi giovani, presente e attenta ai problemi sociali e civili (oltre alle questioni urbanistiche, il doposcuola, le esigenze giovanili, le situazioni di povertà, l’aiuto agli anziani, problemi igienici,...). Un non piccolo numero di persone attive in parrocchia lo vediamo, in questi anni, anche presente nella promozione di un mensile cittadino di informazione e dibattito politico (QUIEORA): Paolo Ferraris, che ne sarà il direttore dal ’71, Carlo Baviera, Pierangelo Bonzano, Claudio Cantamessa, Massimo Zeppa, Dino Falabrino, Mario Poletti, Pier Luigi Sartorio, Alfredo Rivoire, Gianni Palestro. Anche altri, però, sosterranno l’impegno per il Comitato di quartiere, che sfocerà nell’elezione del Consiglio di Circoscrizione (fra questi Luigi e Mariuccia Merlo, Lucia Milani, Severino Pierobon). Si sono esposti in prima persona, ma si individuava nella loro azione anche il retroterra parrocchiale, così come avvenne anni dopo col parroco don Gavazza nella difesa dei diritti delle persone immigrate.
L’interesse per queste problematiche e il sapersi calare, anche per la concomitante azione pastorale autonoma della Parrocchia, in queste realtà di tipo “sociale” ha portato nel tempo diverse persone ad assumere incarichi pubblici (nelle amministrazioni cittadina e provinciale, o negli enti): Paolo Ferraris, Paolo Filippi, Angelo Miglietta, Luigi Merlo, Carlo Baviera, Piero Novarese, Maria Merlo, Alberto Baviera, Pierangelo Bonzano, Francesco Sobrero, Maria Guarino. Vanno ricordati anche Nemesio Ala, trasferitosi a Torino negli anni ’70, il quale venne letto per le liste ambientaliste sia in Consiglio Regionale che Comunale, e Marco Porta il quale, pur non avendo svolto attività sociale con il gruppo formatosi all’Oratorio, fu per qualche tempo Assessore nell’Amministrazione Provinciale di Alessandria. 

Nonostante le numerose persone attente e dedite, anche senza partecipare alle istituzioni (ma tanti magari negli organismi scolastici), un impegno che continua anche nel terzo millennio, dagli anni ottanta comincia un lento rinchiudersi, un ritorno alla preoccupazione per le attività più propriamente pastorali, nonostante gli stimoli dei parroci e la generosità di alcuni laici impegnati nell’oratorio, nella catechesi, nella vicinanza con i giovani. Era tutta la società che favoriva il riflusso nel privato, e la politica, degenerando, allontanava molti. Gli anni novanta sono scossi per l’imprevisto e rilevante afflusso di immigrazione albanese: tutti furono presi in contropiede e messi in crisi per la lingua, la cultura, la abitudini diverse da quelle abituali e scontate. Don Gigi fu quasi completamente solo nel cercare di capire e farsi carico delle nuove presenze, e per cercare soluzione di casi non semplici dal punto di vista burocratico.
L’emergenza immigrazione non è terminata, è solo cambiata perché chiede una sensibilità diversa; si sono aggiunti la disgregazione delle famiglie, un maggior impoverimento, le difficoltà occupazionali, l’invecchiamento della popolazione, un aumento dell’ignoranza religiosa. Il nuovo secolo chiede alle comunità di credenti di ritornare alla formazione all’impegno civile e che alcuni riprendano il testimone, come in una staffetta, per una nuova azione sociale.
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