BENVENUTI

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La Chiesa dell'Addolorata è situata in Piazza Statuto a Casale Monferrato (AL). Edificata nel 1768 dall'architetto Magnocavalli. L'interno a pianta centrale conserva nella zona absidale due sculture lignee probabilmente della fine del XVII secolo.

12° Consiglio Pastorale Parrocchiale (2014-...)

Il 12° Consiglio Pastorale Parrocchiale viene eletto a ottobre 2014.

Nei giorni di sabato 27 e domenica 28 settembre 2014 vengono consegnate ai parrocchiani le schede per la votazione con l'elenco dei candidati.
Entro domenica 5 ottobre le schede devono essere riconsegnate con al massimo tre nomi di candidati votati.
Vengono stampate 200 schede. Di cui 184 consegnate ai parrocchiani. Schede tornate indietro e votate: 84.
Il 6 ottobre 2014 in casa parrocchiale viene fatto lo spoglio delle schede.

Il Consiglio Pastorale Parrocchiale è così composto:

CONSIGLIERI DI DIRITTO

1. Don Angelo Francia
2. Danilo Antoniani
3. Giulia Baviera
4. Caterina Dell'Aversano Bosso
5. Enrico Guandalini
6. Francesco Sobrero

CONSIGLIERI ELETTI DAI PARROCCHIANI

1. Alessandro Petri
2. Alfio Lo Cicero
3. Carlo Baviera
4. Gabriella Noè
5. Lucia Milani
6. Marco Bosso
7. Alessandra Novarese
8. Clorinda Cascone
9. Lilla Donzè
10. Maria Guarino
11. Piero Spinoglio
12. Simonetta Graffeo
13. Giuseppina Zecchino Pallanza

Il Consiglio si raduna per la prima convocazione in data 24 ottobre 2014 nel salone Pio X.
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11° Consiglio Pastorale Parrocchiale (2009-2014)

Eletto nel mese di Giugno 2009.

I consiglieri sono:

CONSIGLIERI DI DIRITTO

1. Don Pietro Strano (parroco)
2. Don Laurent Adadzi (vice parroco)
3. Adriano Frigeri (diacono permanente)
4. Caterina Dell'Aversano (assistente pastorale)
5. Giuseppina Zecchino Pallanza (presidente san Vincenzo)
6. Suor Pierina (Superiora Suore Domenicane)

CONSIGLIERI ELETTI DAI PARROCCHIANI

1. Danilo Antoniani
2. Giulia Baviera
3. Enrico Cavagnolo
4. Lilla Donzè
5. Mario Ferrara
6. Anna Maria Fuscà
7. Marco Marchisotti
8. Secondo Mesturino
9. Attilio Miglietta
10. Lucia Milani
11. Alessandro Petri
12. Vincenzina Pezzana
13. Gigi e Cristina Rosolen
14. Lorenzo Rossignoli
15. Francesco e Gabriella Sobrero
16. Maria Grazia Strambi Ferrini Guazzotti
17. Pietro Zeppa

CONSIGLIERI NOMINATI DAL PARROCO

1. Marco Bosso
2. Alberto Menegazzo
3. Matteo Pacilli
4. Stefano Pallanza
5. Marinella Ramon

Il 16 ottobre 2009, subentra a don Pietro Strano, il nuovo parroco don Angelo Francia (che ha fatto il suo ingresso nella Parrocchia dell'Addolorata il 04 ottobre 2009).
Don Angelo Francia riconferma il Consiglio Pastorale eletto da pochi mesi.
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10° Consiglio Pastorale Parrocchiale (2004-2009)

Eletto l’8/2/2004.

Ne fanno parte eletti dalla comunità, rappresentanti designati dai gruppi operanti nella pastorale e rappresentanti di aggregazioni presenti in Parrocchia.

Danilo Antoniani, Andrea Zanello (sostituito perché entrato in Seminario da Benedetta Scaramozzino), Anna Guaschino, Carlo Baviera, Lucia Milani Baviera, Giulia Baviera, Pier Angelo Bonzano, Caterina Dell’Aversano Bosso, Enrico Cavagnolo e Marina Zimarino Cavagnolo, Lucia Bonzano Cavallone, Carla Defrancisci, Isa Quartero Guaschino, Franco Lorusso, Secondo Mesturino, Pina Zecchino Pallanza, Vincenzina Devecchi Pezzana, Marina Perucca, Claudio Pica, Gianluigi Ravera, Lilla Ramon, Gigi e Cristina Rosolen, Gabriella Noè Sobrero, Simone Viancino (in qualità di chierico a supporto, fino a settembre 2004), Suor Pierina (superiora Domenicane); hanno rinunciato per impegni, Attilio Miglietta e Giorgio Milani.

Dopo il 2004 sono inseriti Elisa e Lorenzo Rossignoli; dopo il 2006 Giorgio Milani in quanto segretario del Consiglio Pastorale Vicariale di Casale M. e Roberta Parizzone in sostituzione dei dimissionari Ravera, Defrancisci, Perucca.

Segreteria: la segreteria è formata da Enrico Cavagnolo, Giulia Baviera e Caterina Dell’Aversano Bosso.

Si inizia ragionando sul tema della “missionarietà”, in sintonia con il Consiglio Pastorale Diocesano; e sul Programma pastorale dell’anno che è incentrato sul tema “mariano”, che farà da sfondo alle attività (compresi il Rosario nei rioni, a maggio – il Pellegrinaggio parrocchiale a Lourdes – il pellegrinaggio a Crea).

Si approvano le decisioni del CPAE per la sistemazione della facciata della Chiesa.

Viene approfondito il progetto di rilancio delle attività dell’Oratorio (grazie alla presenza del nuovo Viceparroco don Taddeo – polacco di una diocesi vicina a quella di origine del Papa Giovanni Paolo II – ma ormai in Italia da una decina di anni).

Vengono esaminate proposte legate all’attività catechistica, da sganciare rispetto all’amministrazione dei sacramenti; si tratterebbe anche di spostare l’età in cui riceverli e soprattutto di farlo quando ci si sente pronti o si è ritenuti tali dalla comunità. Da anni ormai si verifica che la preparazione non è considerata dalle famiglie ed è “sopportata” dai ragazzi. Ciò che interessa è l’occasione per poter festeggiare e spendere per regali. Si tenta di riportare la conoscenza della fede alle cose essenziali e a renderla un percorso che aiuti a sperimentare l’amore di Dio.

Il 3 agosto 2004 il Parroco, Don Luigi Gavazza muore, in modo inatteso. Era affetto da diversi disturbi (una decina di anni prima aveva superato un infarto, era diabetico, aveva subito di recente un intervento ad un’anca, era insorta un'infezione ad un gomito).

Tra Agosto e Ottobre il Consiglio si riunisce tre volte presieduto del Vice Parroco don Taddeo Rapala (amministratore parrocchiale nel periodo di vacanza).

Il 30 Agosto la riunione si tiene alla presenza del Vicario Generale Mons. Antonio Gennaro. Gli si fanno presenti le esigenze pastorali della parrocchia e il profilo di parroco che si ritiene necessario. Il Vicario, anche a nome del Vescovo comunica che si pensa ad un sacerdote sui 50 anni e che per qualche tempo sarà ancora affiancato da don Taddeo.

Nella riunione si decide anche di sciogliere la convenzione con la Parrocchia di Castel S.Pietro per la struttura usata nel passato, ritenuta non più idonea alle proprie attività e bisognosa di interventi strutturali.

Il 30 settembre al Consiglio viene comunicata la nomina del nuovo parroco. Sarà Don Pietro Strano (già presente in parrocchia negli anni ’80 in qualità di vice parroco con don Pietro Palena e poi Parroco a Ozzano e Sala).

Durante la riunione viene presentata la nuova Superiora delle Suore Domenicane (suor Pierina) e si aggiorna sui lavori (sostituzione caldaia della Chiesa, sistemazione portone bussola e battistero, e lavori in oratorio) e sui costi sostenuti per i lavori di sistemazione della facciata esterna della Chiesa.

Il 19/10 si tiene la riunione per definire l’accoglienza e i preparativi per l’ingresso del nuovo Parroco che avverrà il 31/10 al pomeriggio.

Inoltre si prende atto che le richieste di utilizzo delle palestre della Scuola Media Leardi e Istituto Tecnico Sobrero per l’attività giovanile, sono state accolte. Infine si dà notizia che è stato consegnato in parrocchia l’olio della Palestina da vendere al fine di sostenere i cristiani presenti in Terra Santa (un progetto delle Chiese piemontesi – pastorale sociale, a cui don Gigi teneva molto e che aveva sostenuto).

Le riunioni del Consiglio Pastorale riprendono, con regolarità e quindi con la presenza del nuovo Parroco il 9 novembre.

Nella prima riunione presenta gli orientamenti che intende seguire: collaborazione, missionarietà in riferimento anche agli indirizzi della CEI per il decennio.

A questo proposito ci si interroga su quale tipo di partecipazione si intende attuare, quali siano i punti critici e le emergenze del territorio, della costituzione della Caritas parrocchiale, e che i sacerdoti vadano alle persone anziché aspettarle in casa parrocchiale. Si pensa perciò, a fini anche programmatori, alla convocazione di un’Assemblea parrocchiale che aiuti a lavorare nell’ottica della comunione/collaborazione.

Si ripropongono la questione della vendita dell’olio della Palestina (azione di giustizia e missionaria) e dei contatti da mantenere per rendere efficace e duratura (ora che uno dei protagonisti è venuto a mancare: don Gigi) la Convenzione fra Comune, Parrocchia e Scuola per l’uso dei cortili della Scuola Media Leardi ad uso Oratorio.

Le decisioni successive servono a confermare le iniziative già attuate in Parrocchia negli anni precedenti: benedizione delle famiglie (che nel 2005 serve al Parroco per conoscere e farsi conoscere dai residenti), Grest per i ragazzi a giugno e settembre, l’iniziativa "Un fiore per il Madagascar, le feste per i diciottenni e delle famiglie, il pellegrinaggio a Crea, cena del digiuno.

Attenzione particolare si richiede in ordine al tema del Sovvenire per la partecipazione dei fedeli al sostentamento dei sacerdoti italiani.

Si discute su come organizzare l’anno pastorale dedicato al Vangelo, come indicato dal Piano Pastorale Diocesano: si prevede la consegna del Vangelo alle famiglie da parte di “missionari”, la rilettura della Costituzione conciliare Dei Verbum.

Alcune riunioni sono dedicate alla preparazione di proposte da sottoporre all’Assemblea cittadina indetta dal Vescovo (la Visita Pastorale sarà soprattutto incentrata su questo incontro) sui temi: Catechesi e Liturgia, Fragilità umane, immigrazione, Lavoro e Festa sia in preparazione al Convegno Ecclesiale di Verona, sia della costituzione del Consiglio Vicariale.

Per quanto riguarda catechesi e liturgia si pensa ad animatori liturgici, ritiri spirituali, distribuzione di brevi riflessioni sulle letture domenicali, omelia adatta ai bambini, elementi di insegnamento sociale nella catechesi, ripensare in chiave moderna ad addetti per la Buona Stampa, coinvolgere di più nella liturgia (non sia un prendere parte passivamente, da spettatori), costruire momenti in cui (sospendendo le liturgie parrocchiali) ci si trova insieme attorno al Vescovo come parrocchie cittadine per veglie, lectio, catechesi, ecc. 

Circa la questione fragilità il Parroco ricorda che vi è una buona collaborazione con le Assistenti Sociali ASL e con il Comune, così come i rapporti con il Centro di Aiuto alla Vita (che ha sede in Parrocchia!) sono molto positivi: oggi la fragilità più grande è la difficoltà a mettere al mondo i figli, con la conseguente tentazione dell’aborto. Ovviamente non vengono dimenticati gli anziani, i giovani tante volte privi di famiglie con principi solidi che li formino nel carattere, nella sobrietà e nella solidarietà.

In tema di immigrazione la situazione parrocchiale presenta una presenza di 25 nazionalità (soprattutto da Balcani, Nord Africa, America Latina, Asia). 402 stranieri (219 maschi, 183 femmine): Albanesi 273, Marocchini 32, Moldavi 29, Rumeni 18. Circa l’inserimento religioso è buono per alcuni. Il problema principale è l’abitazione e anche il lavoro in molti casi è precario e non in regola. In Oratorio la presenza di giovani stranieri è alta, ma si limita al gioco con difficoltà a passare a qualche proposta formativa o di iniziazione cristiana, e ha frenato un po’ la presenza di italiani. Fra le proposte discusse c’è quella di contattate le famiglie straniera per conoscersi meglio; non limitarsi a fornire sostegno per i bisogni immediati, ma lavorare per arrivare ad una maggiore integrazione/riconoscimento dei diritti e per un dialogo fra culture e religioni (partecipando anche a loro eventuali iniziative).

Rispetto alle tematiche del lavoro e della festa si ragiona sulla difficoltà per tanti giovani a trovare un lavoro e un lavoro meno precario. Servirebbero idee e coraggio per tentare vie nuove, come al Sud col Progetto Policoro che ha portato gruppi di giovani ad organizzarsi, cooperare e iniziare percorsi di lavoro e di sviluppo territoriale (anche con i fondi dell’8‰). Sarebbe importante che anche gli imprenditori credenti, pur in mezzo alle difficoltà del mercato e ai rischi cui il capitale e le Aziende sono sottoposti, abbiano più attenzione al territorio e al suo sviluppo e alla necessità di aumentare l’offerta lavorativa anche a scapito di qualche profitto. Ci si interroga se la Dottrina Sociale è conosciuta, se è rispettata, se è punto di riferimento per cercare insieme (anche alla politica) la risposte. A fronte delle difficoltà lavorative si fa presente che aumentano i casi in cui per mantenere il lavoro o per farlo rendere al meglio porta a rinunciare a diritti quali il riposo; da qui il lavoro domenicale in forte espansione, il quale oltre a non far “santificare la festa”, al non viverla come “giorno del Signore” porta anche allo sfruttamento dei lavoratori, al negargli il diritto al riposo, al godimento della famiglia e delle amicizie, ad una dimensione puramente economicistica della vita. 

Per il 2006 la Via Crucis serale del periodo quaresimale viene sospesa per consentire di partecipare agli incontri di catechesi guidati dal Vescovo. Né ci sarà la Processione del Venerdì Santo, sostituita da una sacra rappresentazione proposta da un gruppo di Valmacca.

Si affronta in questa tornata una questione che si evidenzia sempre più: scarsa presenza al catechismo settimanale e ancor più evidente quella alla Messa festiva. Bisogna coinvolgere le famiglie, anche se non si riesce ad individuare una soluzione precisa e soddisfacente.

Parlando di Oratorio e preso atto che si partecipa solo per momenti ricreativi, non si riesce a coinvolgere su nessun tipo di proposta educativa, che manca una figura di riferimento che sia maggiorenne si pensa ad una chiusura.

C’è chi non condivide questa scelta in quanto ritiene che l’apertura dell’Oratorio sia per i ragazzi, e in particolare per gli immigrati che hanno meno alternative, un atto di carità che richiede uno sforzo particolare, magari rinunciando ad altre iniziative. Resta la necessità di trovare chi si dedica con la presenza.

Ci si interroga su come ogni problematica possa essere affrontata alla luce delle indicazioni del Convegno di Verona che richiede una integrazione pastorale e una visione unitaria delle proposte che abbia al centro l’unità della persona. Sarà un modo nuovo di fare pastorale e che richiederà anche alle parrocchie stili e approcci diversi, la cosiddetta “conversione pastorale”.

Vengono nominati nel Consiglio Pastorale Cittadino in rappresentanza della Parrocchia: Pierangelo Bonzano, Caterina Dell’Aversano, Lorenzo Rossignoli, Giorgio Milani, Cristina e Gigi Rosolen.

Si decide di invitare il direttore di Vita Casalese per una relazione sulla Comunicazione, per aggiornarsi sui linguaggi e per sapere quali strumenti ci mette a disposizione la Chiesa per aggiornarci.

Per il periodo quaresimale, oltre alla tradizione di mantenere la “cena del digiuno” con raccolta di fondi, a volte fatta con le altre parrocchie della città, e la via Crucis si inizia un nuovo tentativo: il mercoledì delle ceneri, digiuno con presentazione, durante una serata di preghiera, di un personaggio locale (Giovannina Mazzone, Casimiro Barello, Mons. Luigi Novarese....).

Una discussione che di tanto in tanto viene provocatoriamente alimentata dal Parroco riguarda la mancanza di assunzione di responsabilità laicale e la poca convinzione di tanti nel collaborare. Alcune risposte: si deve far funzionare di più e in modo diverso il Consiglio, questo deve dibattere su questioni più di fondo non solo su orari o un calendario di attività, riprendere le riflessioni del Consiglio Pastorale Diocesano, approfondire i Documenti del magistero e vedere come si possono applicare alla propria realtà, ragionare su come ci si può aprire al territorio.

Si organizza, nel 2007, il ricordo del quarantesimo della morte del Parroco don Debernardis, e per l’inizio del 2008 il decennale di quella del suo successore don Pietro Palena.

Per l’Anno dedicato, in Diocesi, al Vangelo e alla distribuzione ai parrocchiani del testo predisposto si dà mandato ad alcuni fedeli quali responsabili delle 9 zone in cui si è suddiviso il territorio.

Nello stesso anno si organizza la raccolta di fondi da portare in Togo (villaggio di Menou) per aiutare quei fedeli a costruire una nuova chiesa. Si stabilisce in questo modo un collegamento missionario nuovo da parte della Parrocchia.

Il Consiglio è invitato a riflettere sulla parte della Nota pastorale dei Vescovi relativa al dopo Convegno di Verona in particolare sugli argomenti della comunione, corresponsabilità, collaborazione; e poi su una sintesi dei lavori della Settimana Sociale svoltasi nell’ottobre 2007 a Pistoia/Pisa sul tema del Bene Comune.

Si decide di riprendere, al sabato mattina, la celebrazione della messa mariana grazie alla presenza di un nuovo Viceparroco (don Laurent).

Il mese di novembre si conclude (20 novembre) con la notizia della improvvisa scomparsa di Mons. Germano Zaccheo durante il suo pellegrinaggio a Fatima. La pastorale parrocchiale continua come indicato dal Piano diocesano predisposto dal Vescovo defunto e incentrato sul Rosario e sulla Vocazione, che è anche prendersi le proprie responsabilità nella Chiesa.

Per la Novena in preparazione al Natale: oltre alle profezie cantate durante la Messa vespertina si inizia la tradizione di un breve preghiera adatta ai bambini e alle famiglie alle ore 20,30.

Si dà inizio, nel 2008, ai lavori di ristrutturazione alla stanze poste sul magazzino della Chiesa (ala sinistra) per creare un piccolo spazio Museale e alcuni ambienti per riunioni.

Ritorna il discorso sul dovere di intraprendere un dialogo con gli immigrati; gli anni dell’arrivo dei primi albanesi e dell’impegno a comprendere le loro esigenze e contenere le “paure” dei residenti, sono ormai superati. Alcuni sono stati battezzati, anche se non molti hanno continuato un percorso comunitario. Adesso si tratta di avvicinare i nuovi o quanti non avevano ancora ritenuto di aderire ad una proposta di amicizia e di fede.

Emerge, posta da alcuni consiglieri, la tematica posta a livello nazionale dell’emergenza educativa che coinvolge anche le parrocchie nel tornare a educare oltre che alla fede anche ai valori umani e civili. Ogni generazione, come dice il Papa, deve essere evangelizzata e ricevere i valori.

Si sente l’esigenza di fermarsi a riflettere sull’operato e sulla coerenza della Parrocchia: si cerca allora di rispondere a due quesiti, una specie di esame di coscienza comunitario. Che impressione ha ognuno di noi della Parrocchia? È viva? Siamo soddisfatti del nostro essere cristiani? La discussione è vivace, si ritiene comunque che la parrocchia sia viva perché le proposte non mancano, si cerca di attuare i piani pastorali diocesani, si tenta di essere attenti ai tanti problemi delle persone, anche se a volte abbiamo difficoltà nelle risposte.

Si evidenzia la mancanza di persone relativamente giovani che si dedichino con passione e continuità all’oratorio e ai ragazzi. Si prende atto di essere un po’ ripiegati su sé stessi e di avere difficoltà a rispondere in modo adeguato a chi non frequenta, a non offrire proposte interessanti a quanti so vuole evangelizzare.

Sempre in tema di riflessioni, come momento per ripensare il proprio essere comunità che evangelizza, ci si interroga se sappiamo amare come Dio ci chiede, come ci poniamo davanti alla storia che Dio sta facendo con noi, se cono sciamo Gesù e lo riconosciamo in mezzo a noi.

Questo collega ad esempio ad una nuova proposta catechistica, fatta ai genitori, un nuovo percorso più personalizzato (catechismo solo in Avvento e quaresima, ma impegno a partecipare alla Messa domenicale sempre; catechesi in famiglia fatto dai genitori, magari anche ad altri ragazzi).

Si decide di riprendere l’apertura dell’Oratorio, con attività, la domenica pomeriggio grazie alla disponibilità di presenza di alcuni adulti.

Si inizia a ragionare sulla eventualità di spostare la messa domenicale dalle ore 10,00 alle 10,30, come da richiesta di alcune giovani famiglie; per ora si è disponibili ad accettare la proposta, ma se le famiglie si impegnano, per un certo periodo, a partecipare con i figli alla messa con l’orario attuale. Se c’è impegno e continuità, sarà giusto venire incontro alla esigenze manifestate.

Non si perde l’occasione offerta da un documento che ripercorre la storia del “sovvenire” e da una catechesi del Papa che ricorda come la prima colletta della storia fu operata da S. Paolo per sostenere la Chiesa di Gerusalemme, per riproporre l’importanza della partecipazione dei fedeli non solo alla questua, ma anche al contribuire al sostentamento dell’attività ecclesiale (carità, sacerdoti, spese strutturali, ...).

Si entra poi in un periodo di ristrutturazione della pastorale, a livello diocesano: Unità Pastorali da costruire, e pastorale più integrata. La Parrocchia si sente coinvolta, almeno per il ruolo di alcuni consiglieri a livello vicariale e diocesano e del Parroco in quanto Vicario Foraneo.

Infatti nelle ultime riunioni del Consiglio si è deciso di approfondire l’argomento “Unità Pastorali” per formulare proposte e indirizzi all’équipe incaricata da mons. Catella e ai Consigli Diocesani circa esigenze e opportunità da tenere presenti nella definizione finale degli ambiti.

Il Consiglio ha anche preso atto della possibilità di istituire un servizio alle famiglie in difficoltà più completo per le risposte concrete fornite rispetto a quanto organizzato fino ad oggi: si pensa ad una “adozione di vicinanza” mettendo a disposizione denaro per il sostegno economico (avendo la certezza di quanto disporre mensilmente), un servizio di supporto per spese – compagnia – visite a malati – ecc., mettere a disposizioni competenze professionali per piccoli problemi burocratici. Tutto questo in aggiunta alle raccolte di viveri mensili che già si effettuano e sostegni economici attraverso la S. Vincenzo (e la Caritas).

Non va dimenticata l’adesione alla campagna di sostegno ai terremotati dell’Abruzzo, con la raccolta di fondi specifica nella giornata indicata dalla CEI.

--> Totale delle riunioni (dopo Don Gavazza) 28: 3 con don Rapala + 25 con don Strano
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9° Consiglio Pastorale Parrocchiale (1999-2004)

Eletto il 31/1/1999.

Fra i componenti oltre che gli eletti dalla Comunità, ci sono anche i rappresentanti di vari gruppi pastorali operanti in Parrocchia (Catechisti, giovani, ecc.), scelti a loro volta con votazioni interne al gruppo di appartenenza, e i rappresentanti del Parroco.

Gavazza don Luigi, Sobrero Francesco, Agnesod Cappa Angelina, Antoniani Danilo e Cavallone Antoniani Maria Rita, Artoni Fauzio, Baviera Alberto, Baviera Carlo, Milani Baviera Lucia, Bonzano Pier Angelo, Dell’Aversano Bosso Caterina, Camillo Clara, Cavagnolo Enrico e Zimarino Cavagnolo Marina, Farello Gabriele, Guaschino Aldo e Stefanina, Guaschino Bruno e Quartero Guaschino Isa, Lorusso Franco, Madre Superiora Suore Domenicane, Mesturino Secondo, Milani Giorgio, Patti Maria Grazia, Devecchi Pezzana Vincenzina, Pica Franco e Maria, Poletti Mario, Ravera Gian Luigi, Rosolen Luigi e Cristina, Rota Riccardo, Rovere Chiara, Secco Andrea, Sobrero Lucia, Suor Piera, Verardi Casalone Clara, Lepore Zemide Maria.

La prima riunione si svolge il 21/2/99

È nominato Segretario Francesco Sobrero.

Le prime riunioni si concentrano sulle modalità di attuazione delle indicazioni diocesane per il Giubileo del 2000 (la Domenica del Signore, la remissione del Debito, i missionari del Giubileo per incontri con ambienti e famiglie, i luoghi da visitare per ottenere l’indulgenza plenaria [compresi i poveri, che sono la persona di Cristo]) e sulle problematiche giovanili (oratorio, necessità di educatori e testimoni, come favorire la partecipazione alle iniziative [i giovani fanno presente che se non si è coinvolti non si partecipa]. Si inizia anche a ragionare su come preparare il bicentenario della Parrocchia.
All’inizio del 2000 si dimette per motivi di salute Angelina Cappa Agnesod, figura storica oltre che esemplare e preparata teologicamente, è sicuramente una perdita per il livello e il contributo sempre assicurato, con una sensibilità profonda e squisita: “ho sempre partecipato con molto interesse alle riunioni….mi piaceva ascoltare le idee degli altri in quella bellissima atmosfera familiare. Questa sera sarei dovuta venire per dare le mie dimissioni, ma il fatto era troppo emozionante, e io no devo emozionarmi. Non vi dimenticherò mai e spero che la partecipazione alla vita della Chiesa rimanga ancora un rapporto stretto e affettuoso”.
Si affronta in una riunione il problema dei catecumeni immigrati; sono inseriti in famiglie completamente digiune di conoscenze religiose, a volte di religione diversa dalla cattolica, e se verrà a mancare il rapporto stretto con l’Oratorio e i Sacramenti tutto rischia di essere inutile; si decide di affidarsi all’azione della Grazia e alle capacità della Parrocchia di tenere rapporti e dare esempi di vita. Sarebbe ingeneroso tenere lontano qualcuno dal battesimo solo per nostri dubbi. Il problema si dovrà comunque riproporre.
A fine 2000 solo un breve accenno nel verbale all’alluvione che ha colpito il quartiere di Oltreponte e i Paesi dell’oltre Po: è uno dei segni dei tempi che i credenti devono cercare di leggere con l’aiuto della fede. (Il sostegno concreto era venuto nelle settimane immediatamente successive senza nessuna discussione nel Consiglio; si sono attuate le direttive Diocesane e ciò che la sensibilità di ciascuno ha richiesto).
Nel 2001 si torna a parlare della valorizzazione e del rispetto della “domenica” anche per rispondere a quesiti posti dal Consiglio Pastorale Diocesano: serve riscoprire il senso del giorno del Signore, non pensare solo alla celebrazione liturgica ma prolungarla nel servizio ai fratelli, liberare la domenica dal Week-end, interrogarsi sulla civiltà del lavoro che richiede il rispetto del riposo, coinvolgere i giovani in alternative al piattume delle proposte ordinarie, meno messe e più messa, domenica è anche stare insieme – incontrarsi.
Viene posto all’attenzione un tema insolito: il cristiano dovrebbe pensare anche al bene comune della propria comunità di fede, che lo ha cresciuto, educato, accolto; perciò dovrebbe diffondersi l’abitudine di includere anche la Parrocchia tra i beneficiari del proprio Testamento: magari poco, ma un ricordo che sia riconoscenza.
Si torna poi a parlare dello sviluppo e del futuro dell’attività di Oratorio; la situazione non è peggiore della media cittadina, anzi tra presenti e proposte c’è anche del positivo. Però non si trova chi sia disposto a “perdere tempo” soprattutto coi bambini e giovani adulti che si dedichino ai giovani, e proposte coinvolgenti oltre il semplice momento di gioco. Gli obiettori verranno a mancare e adulti disponibili a tenere aperte le strutture non ce n’è più.
I tragici eventi dell’11 settembre con l’attacco alle Torri gemelle negli USA si riflette sul Consiglio, che già aveva seguito (soprattutto per la partecipazione personale di alcuni giovani della parrocchia) la preparazione del G8 a Genova insieme ai gruppi cattolici e al Card. Tettamanzi con la richiesta di attenzione alla questioni della fame e delle tante ingiustizie del pianete. L’attacco terroristico e la conseguente guerra in Afganistan per perseguire i colpevoli protetti dal regime dei taleban portano sconcerto nella coscienza dei credenti, che devono invece essere sempre per soluzioni “evangeliche”, e che hanno tre opzioni: il perdono (anche dei propri nemici), l’opzione della giustizia (ridurre il malvagio in condizioni di non nuocere e di riparare il male fatto), la lettura “provvidenziale” dell’evento (ricordare l’insopportabile guerra della fame nel mondo, il Medio Oriente perno di ogni soluzione o conflitto).
A fine anno 2001, durante la Visita Pastorale, ci si collega agli impegni di quella precedente che aveva suggerito indicazioni, nella Dichiarazione d’intenti sottoscritta da tutti i Parroci del Vicariato: si nota che la pastorale giovanile è rimasta in capo alle singole Parrocchie e manca quindi un coordinamento e una struttura cittadina; a fronte di una riduzione delle Messe nel quartiere (a seguito della chiusura della Chiesa della Missione e soppressione di quella in Parrocchia delle 11,30 per mancanza di sacerdoti disponibili) non c’è stato pari calo di messe in città; c’è difficoltà anche nella pastorale sociale e del lavoro (giovani lavoratori per lo più della parrocchia), si partecipa a qualche offerta proposta dalla Diocesi ma non si riesce a fare di più; catechesi agli adulti e in particolare alle famiglie: qualche incontro, a volte una tre sere su tema specifico, ma difficile andare oltre e avere qualcosa di più organico e continuativo anche per mancanza di persone disponibili. Il Vescovo nelle risposte ricorda che la prima educatrice è la famiglia e che l’educazione è questione di amore, che è pericolosa la troppa identificazione tra catechismo e “scuola”, che per la formazione del laico e importante anche l’educazione alla vita sociale e politica e che va presa in mano la Dottrina Sociale, che la partecipazione minoritaria dei giovani (il 25%) alla messa e alle attività non deve spaventare - è importante la continuità della semina, della proposta, e si deve prestare attenzione alla scuola, alla formazione all’amore e alla vita di coppia ai centri di aggregazione sportiva, ai gruppi e movimenti.
Il dopo Giubileo porta ad assumere le indicazioni che vengono per un nuovo Stile di Vita con un giorno di digiuno televisivo e proposte di sabati diversi per i giovani, la ripresa della recita dei Vespri dopo la messa vespertina, la via Crucis commentata in quaresima.
Essendo il 2002 (21 novembre) il duecentesimo anniversario di istituzione della Parrocchia, si prevedono alcune iniziative per ottobre/novembre: oltre alla Celebrazione solenne con la Messa domenicale, una Messa presieduta dal Vescovo con la partecipazione dei sacerdoti originari della Parrocchia o che vi hanno svolto un servizio, la ristampa (che poi non c’è stata) e presentazione del libro sulla storia della Parrocchia (redatto nell’89/90 da don Pietro Palena), una serata con lo spettacolo sull’Entierro (da parte del Collettivo Teatrale – un commento storico su questa espressione di pietà popolare da parte del Dr. Monti di S. Salvatore) e un concerto( entrambe in collaborazione con il Comune di Casale), serate di approfondimento pastorale con la partecipazione del Card. Severino Paletto.
Nel 2002 viene ordinato don Jean Baptiste che svolge il ruolo di diacono in Parrocchia e che sarà il nuovo Vice Parroco (è il primo vice straniero, africano del Togo).
Si prende atto che sta venendo meno il senso di appartenenza (soprattutto nei giovani) ed è in costante calo la presenza attiva delle persone (e non solo nella partecipazione alla S. Massa festiva). Intanto una sollecitazione viene dal Piano pastorale Diocesano che invita al miglior funzionamento dei Consigli Pastorali, i quali devono anche essere momento di progettazione e assunzione di responsabilità pastorale e non solo momenti esecutivi.
Nel 2003 si prende atto della decisione del CPAE di trasformare il riscaldamento della Chiesa da gasolio a metano e di eseguire i lavori di sistemazione del nuovo Oratorio estivo (presso i cortili della Scuola Media Leardi, a seguito di convenzione con il Comune).
La programmazione dell’anno pastorale 2003/2004 chiama i Consiglieri a interrogarsi su: - iniziazione cristiana, come continuare quando si punta a ricevere un sacramento senza capire il contesto e disinteressandosi della formazione? - la famiglia, con le sue crisi - i giovani e la necessità di operatori che stiano loro vicino. C’è chi fa proposte più organiche anche per malati e anziani.
Le ultime riunioni trattano della vendita di due alloggi ereditati con testamento, il cui ricavato è stato impegnato per lavori di ristrutturazione della Casa Parrocchiale, dell’Oratorio e della Chiesa.

Le riunioni sono state in totale n. 25 (di cui 1 con Mons. Zaccheo durante la Visita Pastorale del 2001)
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8° Consiglio Pastorale Parrocchiale (1994-1999)

Eletto il 20/2/1994.

I componenti sono in parte eletti dalla comunità, in parte dai gruppi operanti in parrocchia, in parte di nomina del parroco o membri di diritto:

Parroco, diacono Falabrino, Riccardo Rota, Angelina Cappa Agnesod, Bianca Deminino, Pier Angelo Bonzano, padre Massimo Rizzo, Clara Camillo, suor Antonina Minola (a inizio 1995 sostituita per trasferimento a Vigevano da suor Carmelina Antignani), Francesco Sobrero, Mario Poletti, Franco Lorusso, coniugi Zemide, coniugi Loria, coniugi Baviera, Gian Luigi Ravera, Paolo Bosso, Aldo D’Emiliano, Caterina Dell’Aversano Bosso, Isa Guaschino, Danilo Antoniani, Vincenzina Devecchi Pezzana, Andrea Secco, Ida Frizzarin.
In questa tornata si decide di inserire nel CPP 2 rappresentanti dei giovani che ricevono la Cresima nell’anno e 2 di quelle già cresimati e fino al 25° anno di età (saranno scelti di anno in anno, e pertanto la loro partecipazione sarà di 12 mesi, se non confermati elettoralmente): si sono alternati fra loro Maria Grazia Patti, Marco Sobrero, Alberto Baviera, Marinella Ramon, Emanuela Abbate, Rossella Abbate, Paolo Baviera, Francesca Clesi, Alessandro Spinoglio, Marta Armato.

La prima seduta si svolge il 16/3/94

Segretario viene nominato Francesco Sobrero.

Nella prima riunione il Parroco comunica l’avvenuta vendita dell’ex Asilo Parrocchiale di Porta Milano alla Caritas Diocesana (£ 250.000.000), che inizieranno i lavori di ristrutturazione della Cupola della Chiesa, e che si sta allestendo il centro sportivo di via Gonzaga (presso il cortile dell’ex piccolo Seminario) da usare come Oratorio nella bella stagione: inaugurazione prevista per fine aprile.
Il 17/4/94 ci si incontra con Mons. Cavalla per la Visita pastorale; è l’occasione per sottolineare come si sia puntato sull’oratorio e sui ragazzi grazie alla disponibilità e collaborazione di alcuni laici e di alcuni giovani. Ci cerca di coinvolgere sempre di più le famiglie. Si è cercato di risvegliare alcune tradizioni: Via Crucis, Rosario nel mese di maggio, Novena di Natale e dell’Addolorata. Si augura anche al Vescovo una buona pensione, sapendo che dovrà lasciare per limiti d’età (come previsto dalle norme post conciliari), sapendo che però “l’amore non va in pensione”, e lo si ringrazia per la sua importante presenza fra noi in quasi 25 anni.
Si decide, per il ’94 con la chiesa parzialmente inagibile a causa dei lavori, di non svolgere la Processione della Madonna nella festa di settembre, anche se il Piano Pastorale dell’anno, approvato nella riunione successiva prevede la Processione serale “aux flambeaux” (resta quindi incerto se nel ’94 ci fu o meno la processione).
Sempre nel ’94 si installa il nuovo impianto di illuminazione (sistemazione di fari lungo il cornicione interno) e la rimozione dei vecchi lampadari.
Nasce in parrocchia una nuova iniziativa di carità e di apertura missionaria: con lo slogan “un fiore per il Madagascar” si raccolgono fondi, da assegnare ai coniugi Sanlorenzo che svolgono la loro opera in un ospedale in Madagascar, che verranno utilizzati per l’acquisto di strumentazioni e medicinali necessari per le urgenze di quella regione.
Si è sollecitati all’attenzione solidale dall’alluvione che ha colpito zone della città e del Comune e considerato che viene l’invito anche dalla CEI per un digiuno e astinenza finalizzati alla condivisione ci si interroga su come far crescere anche fra i giovani e all’oratorio questa sensibilità: ad esempio con l’organizzare feste di compleanno e di cresima con maggiore austerità e senza eccessive spese, utilizzando i risparmi per scopi più solidali.
Nel dicembre !994 don Gavazza è colpito da infarto e per qualche mese resterà lontano dalla Parrocchia, ma nel ’95 si ammala il diacono (Dino Falabrino) che morirà nel giugno dello stesso anno: a verbale si annota il ricordo tracciato dal Parroco per l’opera svolta in particolare a favore dei poveri. Viene assegnato alla Parrocchia (dopo 5 anni) un vice parroco.
Si decide di istituire una giornata per festeggiare coloro che nell’annata entrano nella maggiore età. Si parla dei problemi di assistenza morale e religiosa rispetto ad albanesi e marocchini presenti sul territorio, di fede musulmana e greco-ortodossa. A questo proposito è interessante una riunione dell’ottobre ’98, in cui accantonando quasi del tutto l’o.d.g., si passa a discutere dei problemi creati dalla forte presenza di albanesi nel territorio parrocchiale, dei quali don Gavazza ha preso le difese sui giornali; le posizioni sono articolate tra chi difende il Parroco dalle risposte ricevute e invita a non criminalizzare tutti, e chi invece desidera che si tenga conto anche delle preoccupazioni degli autoctoni e della necessità di non essere solo “buonisti” per partito preso; le conclusioni a cui tutti ci si e sentiti invitati sono: come cristiani bisogna essere solidali con tutti, aiutare i fratelli stranieri ad educarsi al rispetto delle regole di convivenza, educarsi anche come comunità a convivere col diverso, non drammatizzare episodi singoli che vanno affrontati con maggior ordine pubblico (come per ogni cittadino). 
Si approfondiscono i temi del Convegno Ecclesiale di Palermo e si individuano come applicazioni concrete il vivere la sobrietà, l’informazione sul commercio equo-solidale, approfondire la dottrina sociale, la famiglia come soggetto di pastorale, servire il Paese nel volontariato ma anche preparando all’impegno politico.
Si decide (almeno per il 1996) una Novena dell’Addolorata “ridotta” perché le giornate iniziali coincidono con il Convegno Pastorale Diocesano.
Con l’anno ’97 i Piani Pastorali tengono conto della preparazione al Sinodo del 2000 (anno dedicato a Cristo, poi allo Spirito, infine al Padre, per chiudere con la Trinità) e continuano (come per il ’96) ad essere influenzati dal Convegno di Palermo. Inoltre si affrontano le linee qualificanti indicate dal Vescovo e dei Consigli Presbiterale e Pastorale Diocesani: per una pastorale e catechesi adulta, e per una ministerialità diffusa le quali richiedono un ripensamento di strumenti e strutture (ma su cui sarà difficile dare risposte concrete).
Il 23/2/97 il Consiglio incontra il Vescovo Mons. Germano Zaccheo per la sua prima visita pastorale; la relazione che gli viene presentata ha un respiro “cittadino” e veramente di Chiesa che si fa “serva” delle persone. Fra le tante cose si prende atto della nuova situazione sociologica, che vede il quartiere trasformato, con molti anziani pochi autoctoni e un numero considerevole di immigrati (con le relative conseguenze pastorali e sociali); si ipotizza una nuova ripartizione delle Parrocchie (Duomo+S.Stefano, Ronzone+Agro Callori, S.Domenico + S.Ilario, Nuova Casale riunificato sotto una sola parrocchia); Basta il Centro Buzzi per gli anziani?; Un oratorio per ogni parrocchia? Non è pensabile un centro giovanile cittadino all’ex piccolo seminario?; necessità di una pastorale d’ambiente per la scuola e il mondo sportivo; riduzione del numero di messe cittadine; ridiscutere i tempi dei Sacramenti; necessità di un cammino continuativo per le coppie anche se non ancora finalizzato al matrimonio; occorre la preparazione all’impegno socio-politico. Il verbale dell’incontro col Vescovo sottolinea che Egli individua una preoccupazione comune per i compiti educativi e per l’integrazione degli extra – comunitari; incoraggia ad affrontare le cose con serenità e pazienza e loda la collaborazione dei laici con il parroco attorno al progetto parrocchiale: “ho verificato, con grande soddisfazione, che la vita pastorale della parrocchia ha un valido progetto, che tiene anche conto di un investimento nella vita cittadina”.
Nell’ultima riunione si prende atto che i Padri Vincenziani hanno deciso di vendere l’immobile (ex piccolo seminario) il cui cortile è utilizzato come Oratorio estivo, e quindi entro il 30/09/99 si dovrà sgombrare e trovare altra soluzione.

Le riunioni sono state in totale 26 (comprese 2 Visite Pastorali: una di Mons. Cavalla e una di Mons. Zaccheo)
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7° Consiglio Pastorale Parrocchiale (1988-1994)

Eletto il 4/12/88.

Sono componenti in parte eletti e in parte di nomina del Parroco o eletti dai gruppi operanti in parrocchia:

Emanuele Miglietta, Marta Amisano, Daniele Vairo, Andrea Governato (sarà sostituito, per decadenza, da Marco Maglietta), Davide Chiapello, Angelina Cappa Agnesod, Iucci Baviera, Bianca Deminino, diacono Dino Falabrino, Suor Antonina Minola, Maria Rita Cavallone Antoniani e Danilo Antoniani, Paolo Caprioglio e Antonella Patrucco Caprioglio, Paolo Bosso e Caterina Dell’Aversano Bosso, Lucia Milani Baviera e Carlo Baviera, Clara Verardi Casalone, Paola Robiola Milani e Giorgio Milani, Attilio e Pimpi Miglietta, Franco e Antonietta Lorusso, Mario Poletti, Giovanni Demichelis, Lucia Luparia Novelli e Giuseppe Novelli, Guido Bortolini, Pietro Novarese, Pier Angelo Bonzano, Arturo Soffiantino, Rosita Deambrogio (sarà sostituita da Rosa e Gigi Busto in rappresentanza dei volontari vincenziani), Padre Luigi Calcagno (sostituito poi, perché trasferito, da Padre Eugenio Baravalle).
Dal 16/5/91 su proposta del Parroco (e per rafforzare i legami con l’area parrocchiale di Nuova Casale) si cooptano in Consiglio: Ida Frizzarin, Lino Calibrio, Mariuccia Zemide; dal 24/9/91 entrano in Consiglio, quali responsabili dell’Oratorio i coniugi Sobrero.
La Prima riunione si svolge il 13/1/89

Viene eletto Segretario delle riunioni Emanuele Miglietta.

Delle primissime riunioni una (indetta come Consiglio Pastorale Allargato) viene riservata alla preparazione delle considerazioni da presentare al Vescovo nella Visita Pastorale. L’incontro del CPP con Mons. Cavalla si tiene il 21/5/89. La relazione del segretario è leggermente pessimistica nel presentare la realtà (ci si trova di fronte a un cristianesimo individualistico, scarsa partecipazione o partecipazione inadeguata alle messe festive, sacramento della confessione e direzione spirituale ritenute inutili, cristiani di nome che però vivono la fede senza convinzione). I rimedi sono: contrastare l’apatia non con manifestazioni eclatanti ma vivendo la fede nelle piccole cose, puntare sulla catechesi, su occasioni di distensione per i giovani, e (per i lontani, che siamo anche noi a volte) non solo momenti di preghiera ma anche di svago e di festa. Il Vescovo ricorda che la “Christifideles laici” parla di partecipazione laicale, che c’è bisogno di formazione anche sotto l’aspetto socio-politico, e sottolinea che il termine “lontani” non è esatto: “se la Comunità di chiesa non cammina ma sta ferma si troverà lontana da molti; bisogna camminare e camminare nell’oggi”.
Con il 1989 viene chiuso l’Asilo Parrocchiale (sito a Porta Milano) perché la casa generalizia delle suore ha trasferito sia Suor Italina che Suor Nazarena. Si dovrà vendere lo stabile da parte della Parrocchia.
Un tema che viene approfondito in modo maggiore, rispetto alle tante volte che si è affrontato, è la pastorale giovanile sollecitati in questo dal Piano Diocesano, il quale contiene anche la Scuola di formazione socio-politica. Si pensa che sia importante un prendersi cura generale della questione giovanile, avere giovani animatori che affianchino i ragazzi nella vita ordinaria, e dare anche prospettive di impegno concreto (ad esempio il volontariato, la carità).
Legata ai temi della pastorale giovanile è la richiesta (avanzata nel ’90) per ottenere un obiettore quale supporto al servizio in oratorio.

Di rilievo la riunione straordinaria del 16/6/90, per una comunicazione urgente del Parroco, don Pietro Palena (la riunione allargata anche a persone non componenti il Consiglio, si svolge nel salone delle Suore Domenicane): Il Parroco annuncia che il Vescovo, Mons. Carlo Cavalla, ha deciso di sollevarlo dall’incarico di Parroco dell’Addolorata e lo ha nominato Rettore del Seminario diocesano. “Si sappia che io non ho chiesto il trasferimento, ma accetto solo per obbedienza”. (la decisione del Vescovo, a parte le valutazioni pastorali che non sono a conoscenza del pubblico, è presa anche nell’interesse della salute di don Palena, che alcuni anni prima era stato colpito da una paresi e per lunghi mesi obbligato su una carrozzina. La ripresa è stata “miracolosa”, ma certamente il peso della Parrocchia lo sottoponeva ad uno stress che, probabilmente, il Vescovo ha voluto allentare pur sapendo il dolore prodotto dalla sua decisione).



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Il 4/10/90 il Consiglio si riunisce per l’incontro con il nuovo Parroco, don Luigi Gavazza (che non ha ancora fatto l’ingresso ufficiale), presentato dal predecessore.
La riunione si fa subito calda in quanto non si concorda su una richiesta (fatta tramite lettera nei mesi precedenti da don Gigi) per chiedere disponibilità allo spostamento della messa domenicale delle ore 11 alla ore 11,30 e sulla quale il Consiglio (in riunioni informali e non verbalizzate) si è espresso negativamente, ma che il nuovo Parroco ha deciso di spostare. La scelta viene motivata dal fatto che non è stato assegnato alcun collaboratore e non ci sono sacerdoti che possano celebrare alle 11; mentre il Parroco ritiene importante avere tempo dopo la messa delle 10 per ascoltare e dialogare con i parrocchiani. Non basta distribuire un precetto, ma costruire rapporti. Bisogna fare delle scelte e sono state fatte. Il consigliere Demichelis, ritenendo il modo di procedere non rispettoso e tale da svuotare di significato il ruolo del Consiglio, si dimette.
Questa prima riunione della nuova “gestione” decide, su proposta di don Gavazza, di fare un calendario delle scadenza significative e di dividere il territorio della parrocchia in zone con un osservatore/informatore che sia “antenna” di tutte le novità e le esigenze. Inoltre c’è l’esigenza di approfondire la catechesi ai genitori dei ragazzi che devono ricevere prima comunione e cresima. Si comincia a discutere su orario e periodo in cui amministrare la Cresima: da maggio sarà spostata a ottobre (al sabato pomeriggio); il motivo è soprattutto quello di aiutare i ragazzi a continuare nella frequenza delle attività (che invece sarebbe più difficile da riprendere dopo l’interruzione delle ferie). Sulla collocazione pomeridiana non tutti concordano, anche per il disagio dei genitori esercenti. Inizia anche la discussione sul ritorno alla questua durante la messa, che il parroco ritiene giusto effettuare come segno di offerta durante la messa, mentre i “vecchi consiglieri” ritengono un ritorno sbagliato a pratiche che la parrocchia ha abbandonato da tempo. La questua sarà reintrodotta, senza l’unanimità.
Con gli anni ’90 inizia un periodo che “obbliga” la parrocchia a tornare ad occuparsi non solo dei problemi di catechesi tradizionale e di organizzazione interna, ma riporta a riflettere sui grandi temi della storia: il ’91 è il centenario della Rerum Novarum e Giovanni Paolo II pubblica una lettera Enciclica sulle questioni sociali attuali; ci sarà la prima guerra del Golfo; il mondo islamico irrompe prepotentemente sulla scena e ci obbliga a prendere in considerazione aspetti che ci hanno sempre interessato poco; i popoli dell’Est e del Sud del mondo iniziano un grande migrazione che sconvolge soprattutto culturalmente le nostre “tranquille” società. Il credente non può più agire come prima: “non dobbiamo prendere le distanze dalle problematiche che ci circondano, ma dobbiamo cercare di capire che cosa il Signore voglia dirci con questi segni e vedere se il nostro sistema di vita è consono alla nostra vocazione”.
Viene stabilito, a maggioranza un compenso mensile (£ 200.000) al Diacono e a Rosa Gavazza per l’attività che svolgono continuativamente per tenere aperta la Casa Parrocchiale e il lavoro materiale per la Chiesa.
Ci si pone il problema di come legare di più al senso della Comunità parrocchiale gli abitanti della Nuova Casale, storicamente meno legati del Borgo Ala.
I problemi di gestione dell’Oratorio e il ruolo da assegnargli ritornano impellenti, anche per dare regole di comportamento, ma soprattutto per interrogarsi su quali figure servano e verificare quali e quante persone sono disponibili: dal ’93 (e fino agli inizi degli anni 2000) la parrocchia avrà a disposizione un giovane che presta servizio civile; inoltre la messa pomeridiana dei giorni feriali viene anticipata alle ore 17,30 per permettere al Parroco di essere presente fra i giovani dell’oratorio prima di cena.
Dal marzo del ’91 viene posto al Consiglio il tema di come rapportarsi verso gli immigrati albanesi giunti in massa a Casale (con reazioni negative della popolazione) molti dei quali alloggiati in situazioni provvisorie in Borgo Ala; questo sarà un argomento e un terreno sul quale si misurerà la sensibilità cristiana della Parrocchia. Il Parroco, don Gigi, diventerà (non senza incomprensioni iniziali, a causa di pregiudizi e paura del nuovo e del diverso) un punto di riferimento a sostegno dell’aiuto e dell’integrazione; verrà messo a disposizione per qualche tempo, con una convenzione tra Comune e Parrocchia, lo stabile di Via Oriani a Porta Milano – ex Asilo. Come di fronte all’immigrazione dal Polesine (alluvione anni ’50) e dal Meridione (anni ’60) la presenza degli albanesi ha caratterizzato l’operato della Parrocchia negli anni ‘90.
Un altro fronte è stata la proposta di attività con gli anziani (l’invecchiamento della popolazione si è fatto sentire a cominciare da questi anni), per dare un senso alla terza età e per chiedere anche agli anziani un contributo attivo a favore della comunità. Se ne occuperà, in particolare, l’Azione Cattolica.
Si tratta, nel ’91, il tema delle elezioni degli organismi scolastici; i genitori saranno chiamati a votare, ma è importante che si sentano chiamati a partecipare attivamente. I Cristiani siano presenti nelle liste e caratterizzino la loro proposta, per una scuola pluralista.
Riguardo alle famiglie si da inizio ad una nuova prassi: la domenica dell’accoglienza delle nuove famiglie (venute ad abitare in parrocchia nell’annata). [negli anni 2000 questa iniziativa è stata interrotta]
Si torna, per la festa dell’Addolorata, alla novena organizzata di sera, e si sospende l’allestimento del Banco di Beneficenza. Si decide di spostare la festa degli anniversari di matrimonio, da settembre a maggio.
I gruppi del Cammino Neocatecumenale si unificano con quello di Frassineto Po e si spostano in quel paese per le loro celebrazioni.
In vista delle elezioni ’92 (c’è stato da poco lo scandalo del Pio Albergo Trivulzio – a Milano e inizia la fine della “prima Repubblica” e l’esplodere della Lega Nord) il Parroco propone una riflessione sull’importanza dell’andare comunque a votare senza lasciarsi andare al pessimismo e al qualunquismo: “oggi non dobbiamo scegliere tra comunismo e anticomunismo, ma fra partiti che abbiano come denominatore comune valori per il bene comune”.
Dalla quaresima ’92 si inizia un’esperienza bella e coinvolgente: la tradizionale Via Crucis si decide di tenerla al martedì sera con una brevissima meditazione, per ogni stazione, composta dai fedeli, per coinvolgerli meglio e attualizzare le riflessioni.
Nel corso del ’93 a seguito di una decisione del Vescovo (riguardante la riduzione delle messe in città, anche a conseguenza del ritiro, nel ’92, dei frati minori dal Santuario di Crea e il conseguente subentro di sacerdoti diocesani per la direzione e gestione) viene abolita la messa festiva delle ore 8,00.
Con l’anno ’94 viene messo a disposizione, dai Padri Lazzaristi, il cortile dell’ex seminario minore di via Gonzaga; verrà utilizzato, dopo adeguata sistemazione, quale spazio aperto dell’oratorio, nella bella stagione.

Le riunioni in totale sono state 29, compreso l’incontro con il Vescovo Mons. Carlo Cavalla per la Visita Pastorale.
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6° Consiglio Pastorale Parrocchiale (1985-1988)

Eletto il 13/10/1985.

(numero votanti: 118 persone)

Componenti eletti e componenti di nomina del Parroco:

Don Pietro Palena, Angelina Cappa Agnesod, Lucia Luparia, Suor Antonina Minola, Domenica Grangiotti, Attilio Miglietta, Paolo Bosso, Carlo Baviera, Pietro Novarese, Lucia Bonzano Cavallone, Andrea Governato (sarà poi sostituito da Angelo Governato), Emanuele Miglietta, Franco Lorusso, Paolo Caprioglio, Maria Rita Cavallone, Margara Mario (sarà poi sostituito da Antonella Patrucco), Clara Verardi Casalone, Mario Poletti, Giovanni Demichelis, Antonio Lamanna (sarà poi sostituito da Raffaello Lorusso), Giuseppina Miglietta, Gian Carla Clari Ferrero, Ivano De Grandi, Gian Luigi Ravera, Giorgio Milani, Pietro Martinetti, Iucci Baviera, Pier Angelo Bonzano, Arturo Soffiantino, Teresa Lupano Annaratone, Rosita Deambrogio, diacono Dino Falabrino, Padre Luigi Calcagno.
(Hanno rinunciato per motivi di famiglia o impegni vari: Lucia Milani Baviera, Caterina Dell’Aversano Bosso).

La prima riunione si tiene il 13/11/85. Svolgono le funzioni di Segretario in questo periodo, prima Andrea Governato, poi Paolo Caprioglio e infine Emanuele Miglietta.

Gli incontri hanno all’ordine del giorno il tema del come far crescere la realtà comunitaria e la comunione in parrocchia, quali attività intraprendere per favorire il formarsi di rapporti comunionali fra coloro che partecipano alla vita parrocchiali e come rendere più fraterne le relazioni tra giovani e adulti e tra i diversi gruppi parrocchiali: argomenti sempre presenti, ma più sentiti in questi anni per il ridursi degli effetti prodotti dal Concilio e dall’esigenza di partecipazione; sono gli anni del “riflusso”. Naturalmente fra i temi trattati quelli riguardanti le modalità della celebrazione della Novena dell’Addolorata e della Processione (alcuni anni si svolge di sera, in altri al pomeriggio), dei catechismi, incontri con i genitori.
Si prende la decisione, a seguito della diminuzione delle Messe giornaliere, di procedere a sommare tutte le intenzioni per i defunti, invitando i parenti (se lo ritengono) a versare una offerta libera in una apposita cassetta, continuando a non richiedere alcuna tariffa.
Si decide di smontare il pulpito per farne, dopo il restauro (costato £ 750.000 + £1.500.000 per stuccare il pilastro da cui è stato tolto + spese di imbiancatura), una mensa per la celebrazione eucaristica. Si decide di rinnovare l’impianto di riscaldamento
I Consiglieri Margara e Lamanna si dimettono poiché sono entrati in Seminario.
In occasione della preparazione della “Visitatio” dell’immagina della Madonna nelle famiglie della Diocesi, e approfittando di questa occasione in cui si cercano animatori, il Parroco sottolinea (come già fatto in altre circostanze) “la necessità per i laici di svegliarsi, di uscire dalle proprie case, di vincere i propri timori per un nuova rievangelizzazione”.
La preoccupazione costante del Parroco, trasmessa ai consiglieri è la constatazione molti chiedono sacramenti e funerali ma come semplice tradizione o formalismo; la scarsa frequenza dei bambini alla Messa domenicale; e che, dice il verbale, “non c’è coscienza della vita cristiana, il vivere la carità, la fraternità, dopo aver ricevuto la Cresima si è convinti che tutto sia finito lì”.

In totale le riunioni sono state 10.


*** È interessante leggere quanto rispondevano il Parroco e il Segretario ad una richiesta del Consiglio Pastorale Diocesano sulla vita del Consiglio Parrocchiale:
“Nel mese di novembre 1988 abbiamo rinnovato il CPP; siamo alla VII edizione.
È composto di 25 membri………….ma l’elenco è più numeroso, perché gli sposi giovani sono invitati come coppia, per assicurare la presenza di almeno uno, causa i figli piccoli.
Abbiamo l’impressione che si sia fatta una strada nella maturazione della responsabilità……..
Nei primi anni (1968 – 1969) c’era la “contestazione” e le riunioni erano molto animate. Dopo le riunioni si continuava a discutere sulla strada fino a tarda ora. C’era soprattutto il contrasto tra giovani e adulti: l’urto tra due mentalità e la contestazione della tradizione”.
Ora le riunioni sono molto più calme e riflessive. Abbiamo normalmente in programma momenti di preghiera ….e riflessioni…….
Alcuni argomenti ritornano con frequenza: come passare dalla Parrocchia alla Comunità Parrocchiale, pastorale giovanile, la partecipazione alle funzioni, i lontani.
Si può timidamente asserire che una certa coscienza di responsabilità è maturata. La strada naturalmente è sempre ancora lunga per una piena partecipazione responsabile…”.
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5° Consiglio Pastorale Parrocchiale (1982-1985)

Eletto il 28/3/1982.

Componenti eletti e componenti di nomina del Parroco:

Don Pietro Palena, Diacono Dino Falabrino, Antonella Patrucco, Paolo Caprioglio, Andrea Governato, Paolo Bosso, Lucia Bonzano Cavallone, Lucia Luparia, Angelina Cappa Agnesod, Gian Luigi Ravera, Angelo Governato, Pietro Martinotti, Domenica Grangiotti, Emanuele Miglietta, Attilio Miglietta, Franco Lorusso, Luigi Busto, Pietro Petrino, Pier Angelo Bonzano, Carlo Baviera, Piero Novarese, Angelo Governato, Francesco “Cecco” Sobrero, Teresa Annaratone, Rosita Deambrogio, Suor Antonina Minola, Mario Poletti.
(Hanno rinunciato, per motivi di famiglia o per impegni: Giuseppina Miglietta, Albertina Mazzucco Demichelis, Lucia Milani Baviera, Luigi Cavallone) 


La prima riunione si svolge il 10/6. Paolo Caprioglio viene scelto come Segretario.

L’argomento posto all’attenzione di chi deve collaborare alla crescita della Parrocchia è quello che accompagnerà le riflessioni dei prossimi anni: partecipazione alla messa al 20%, abbandono di molti della vita comunitaria e dei sacramenti dopo la cresima, famiglie che non formano minimamente ai valori cristiani e alla fede. Come annunciare? Da chi cominciare? Può aiutare la continuazione della preparazione al Sinodo Diocesano.
Il 28/4/83 il Consiglio incontra il Vescovo durante la Visita Pastorale. Nel verbale si legge che Mons. Cavalla: “porge una nota di elogio nei confronti della nostra Parrocchia che è animata da persone con un vero spirito di fare, che non è solo apparenza. Porge l’invito a continuare il lavoro svolto perché è molto bene avviato”. Sottolinea il processo di invecchiamento della Parrocchia, l’esigenza dell’educazione alla famiglia e della crescita dei ragazzi.
Si prende atto, in altra riunione, che dalla prima domenica di Avvento (27/11/1983) la messa del sabato sera diventerà festiva (e quindi con la liturgia e le letture della domenica).
Si decide lo spostamento dei Confessionali.
Nel 1984 si assume in comodato gratuito della Casa Canonica di Castel S. Pietro che verrà usata per le attività parrocchiali (ritiri, giornate di svago per i ragazzi, incontri conviviali, ecc.).
Il 1984 è anche caratterizzato da due avvenimenti che condizionano la vita pastorale: il primo è una grave malattia che colpisce il parroco don P. Palena e lo renderà inattivo per alcuni mesi, la seconda è lo svolgimento Del Sinodo diocesano (a cui hanno partecipato alcuni consiglieri, e di cui era responsabile don Palena, il quale ovviamente non ha potuto svolgere il suo ruolo durante le riunioni). Le decisioni del Sinodo sono approfondite dal Consiglio per decidere le conseguenti applicazioni. Allo stesso modo si comincia a ragionare sul nuovo sistema (con inizio dal 1/1/87) di sostentamento del clero a seguito dell’accordo tra Conferenza Episcopale Italiana e Stato Italiano, in applicazione alle norme del nuovo Concordato del 1984.
Si decide di sostituire le candele votive (per motivi di sicurezza e di igiene) sostituendole con un cero sempre acceso alla Madonna, e dove ognuno potrà fare la propria offerta.

Le riunioni in totale sono state 12 (compresa quella di incontro con il Vescovo per la Visita Pastorale).
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4° Consiglio Pastorale Parrocchiale (1978-1982)

Eletto nel novembre del 1978.

(il criterio adottato per la composizione è quello elettorale, più i rappresentanti delle Associazioni presenti in Parrocchia e alcuni nominati dal Parroco)

Diacono Dino Falabrino, Angelina Cappa Agnesod, Giovanni Agnesod, Carlo Baviera, Pier Angelo Bonzano, Raffaella Bortolini, Gigi Busto, Lucia Bonzano Cavallone, Angela e Giovanni Demichelis, Albertina Mazzucco Demichelis, Ivano De Grandi, Paolo Ferraris, Gian Carla Ferrero, Bruno e Paolo Filippi, Michele Giordano, Andrea e Angelo Governato, Giacinto Lazzarini, Giovanna Leporati, Lucia Luparia, Lucia Milani, Attilio Miglietta, Angelo Miglietta, Felicina Mortarino, Piero Novarese, Pietro Petrino, Mario Poletti, Mirella Scolari, Franco Soffiantino, Suor Italina, Alfredo Rivoire, Franco Vairo, Suor Antonina.

La prima riunione si tiene il 15/12/78, e vengono nominati “animatori” Soffiantino, Baviera, Ferrero i quali si alterneranno nel compito.

Nella prima riunione si decide, a maggioranza, che le offerte non si raccoglieranno con la questua durante la messa ma lasciando cassette all’ingresso della chiesa.
Si trattano i temi dell’evangelizzazione (avere l’idea giusta di Chiesa, tenere in piedi solo le cose essenziali, conoscere i problemi nuovi portati dal progresso, rinnovare le strutture pastorali modificando funzioni e abitudini quando serve) e quello delle vocazioni, in coerenza con i Piani Diocesani, della necessità di far conoscere la Bibbia, della formazione di piccoli gruppi (sono il futuro della vita parrocchiale), delle questioni legate all’età per il conferimento della Cresima e al dopo cresima.
Nel ’79 primi contatti con una comunità di Ivrea per un metodo di catechesi per gli adulti, che col tempo porterà alla formazione di un gruppetto aderente al Cammino Neo Catecumenale.
In questo periodo, in cui si è tenuto il Convegno Diocesano su “Parrocchia Comunità Evangelizzante”, alcuni rappresentanti del Consiglio sono stati eletti nel Consiglio Vicariale, e un buon numero frequenta il Corso di teologia per laici.
Si conferma la difficoltà di interessare maggiormente le famiglie dei bambini del catechismo.
Viene deciso, in questa tornata, lo spostamento del pellegrinaggio annuale a Crea da settembre a maggio (con i bambini che hanno ricevuto i sacramenti e le loro famiglie); e si comincia a prendere in esame il come affrontare, in tempi nuovi, la preparazione alla festa della Madonna: non è più seguita la funzione tradizionale nel dopo cena con recita del coroncino, predica e benedizione eucaristica. Si tenteranno altre soluzioni anche di pomeriggio.
Si appoggia l’idea di intitolare la Piazzetta esistente tra l’Oratorio e la Scuola Media Leardi al Can. Don Giuseppe Palena (che Ferraris e Baviera, in quanto Consiglieri Comunali, proporranno alla Commissione Toponomastica).
Si è iniziato a discutere sulla proposta e sul contributo da dare al prossimo Sinodo Diocesano.

In totale si sono tenute 14 riunioni.
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3° Consiglio Pastorale Parrocchiale (1975-1978)

Eletto il 9/11/75.

Si riunisce per la prima riunione il 13/1/76.

Angelina Cappa Agnesod, Carlo Bacchiella, Carlo Bardone, Carlo Baviera, Iucci Baviera, Pier Angelo Bonzano, Raffaella Bortolini, Letizia Busto, Luigi Busto, Lucia Bonzano Cavallone, Giuseppina (Pinuccia) e Massimo Cavallone, Albertina Mazzucco Demichelis, Angela Lavazza Demichelis, Giacinto Lazzarini, Dino Falabrino, Ugo Falabrino, Renata Zecchino Gattoni, Angelo e Luisa Governato, Giovanna Leporati, Lucia Luparia, Mariuccia Merlo, Angelo Miglietta, Attilio Miglietta, Lucia Milani, Suor Antonina Minola, Maria Luisa Mosso, Annalisa Novelli, Suor Rosario Pareja, Pietro Petrino, Gian Piero Poletti, Mario e Salvina Poletti, Giovanni Setragno, Franco Sobrero, Franco Soffiantino, Suor Italina.

Viene nominata segretaria Suor Rosario; dopo alcune riunioni viene anche scelto un moderatore: questo compito sarà svolto da Gigi Busto.

In questa tornata sono da segnalare: il venir meno della presenza di un viceparroco e perciò della maggiore responsabilità soprattutto in oratorio di laici disponibili; e l’ordinazione quale Diacono Permanente di Dino Falabrino (il 15/4/78 -1° della Diocesi in questo ordine) che resterà a servizio della Parrocchia.
Quanto agli argomenti ci si sofferma molto sulle proposte e sui documenti diocesani che invitano a riflettere e a confrontarsi sul come essere comunità evangelizzante o sulle sollecitazioni del Convegno Ecclesiale “Evangelizzazione e Promozione Umana” del 1976 a cui Dino Falabrino ha preso parte.
Si decide di far parte, con un rappresentante, dell’Assemblea del Consultorio Ucipem; e si approfondisce l’argomento aborto che è discusso a livello parlamentare. Il Verbale annota: “Si rileva che è sempre necessaria l’istruzione, più che la condanna; i cristiani debbono essere di incitamento con l’esempio”.
È emersa l’esigenza di aumentare i momenti di spiritualità, di una maggiore conoscenza dei documenti ecclesiali, della messa prefestiva, la preferenza per la questua non durante la Messa, la decisione di coinvolgere di più i genitori dei bambini della prima comunione e di far adottare da tutti un abito bianco uguale.
L’ordine del giorno vede prevalere i temi della catechesi (come realizzare quella agli adulti?), preparazione remota al matrimonio e la spiritualità coniugale per l coppie, pastorale giovanile e oratorio.
Sempre all’attenzione anche le difficoltà economiche (ma anche umane e spirituali) di tante persone e famiglie; si è attenti anche alla nuova realtà dell’assistenza notturna alle persone sole in ospedale (argomento che ha assillato anche la politica locale) e a cui si vorrebbe dare risposta. Non manca la sensibilità anche alla necessità di formazione socio politica e al dovere di essere presenti in ambito civile, nonché a tener conto delle situazioni del mondo del lavoro e degli operai per non farli sentire lontani dal cammino della comunità.

In totale si sono tenute 13 riunioni, in alcune con una partecipazione ridotta.
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2° Consiglio Pastorale Parrocchiale (1971-1975)

Eletto il 17/10/71.

Di questa esperienza fanno parte persone elette ed altre propostesi volontariamente:

Giovanni Agnesod, Carlo Bardone, Carlo Baviera, Pier Angelo Bonzano, Renato Bosso, Letizia Busto, Luigi Busto, Claudio Cantamessa, Gino Cavallone, Albertina Mazzucco Demichelis, Angela Lavazza Demichelis, Dino Falabrino, Paolo Ferraris, Bruno Filippi, Bruna Fulgini, Angelo Governato, Giovanna Leporati, Lucia Luparia, Maria Lusona, Mazzucco, Mariuccia Merlo, Giorgio Milani, Lucia Milani, Maria Luisa Mosso, Piero Petrino, Aquilina Pigino, Mario Poletti, Suor Quirina, Alfredo Rivoire, Franco Soffiantino, Massimo Zeppa, Suor Italina.

Le riunioni si svolsero in Oratorio. Viene nominata una Segreteria composta da Giorgio Milani, Cavallone e Bosso.

In questo periodo i temi più trattati riguardano il come modificare la “benedizione delle case” dopo Pasqua, per sottolinearne il momento di benedizione delle famiglie (momenti di preghiera nei caseggiati, messe nei cortili ?), la questione della educazione sacramentale, e la sensibilità per una catechesi più aggiornata e per gli adulti (con approfondimento anche dei documenti conciliari e dei Vescovi). Inoltre come aiutare la formazione della Comunità parrocchiale attorno alla Parola di Dio e ai Sacramenti. La attenzione al sociale delle prima esperienza restano, ma sono esplicitati in modi aggiornati e soprattutto tengono conto che la presenza civile è vissuta in prima persona da una gruppo di persone nell’impegno di quartiere (non a caso Ferraris, Merlo Mariuccia e Luigi, Baviera, Paolo Filippi, Bonzano, Angelo Miglietta, Novarese avranno incarichi pubblici nell’Amministrazione Comunale o negli Enti Pubblici della Città). Altri argomenti interessanti sono stati: la proposta di Visita Pastorale Permanente intesa come modo nuovo e diverso di vivere i rapporti tra comunità e Pastore (dialogo e confronto continuo), e la necessità di una Messa più partecipata.
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1° Consiglio Pastorale Parrocchiale (1968-1971)

Viene formato nel 1968. Vi fanno parte elementi di diritto (per gli incarichi ricoperti) ed elementi eletti con votazione il 20/10/68.

Le votazioni sono state precedute da un’ampia informazione e coinvolgimento dei parrocchiani.

Componenti:

Don Pietro Palena (parroco)
Giovanni Demichelis (presidente della Giunta Parrocchiale)
Luigino Gallo (presidente uomini Azione Cattolica)
Angelina Cappa Agnesod (presidentessa donna Azione Cattolica)
Mario Poletti (presidente S. Vincenzo uomini)
Angela Corino (presidente S. Vincenzo donne)
Paolo Ferraris (presidente giovani di Azione Cattolica)
Marisa Tozzini (presidentessa delle giovani di A.C.)
Suora Superiora Domenicane (rappresentante suore)

Bruno Filippi (rappresentante sposi - 1° decennio di matrimonio)
Angelo Governato (rappresentante sposi - 1° decennio di matrimonio)

Angela Lavazza Demichelis (rappresentante sposi - oltre 1° decennio di matrimonio)
Teresa Lupano Annaratone (rappresentante sposi - oltre 1° decennio di matrimonio)

Dino Falabrino (rappresentante operai)
Gino Cavallone (rappresentante operai)

Rino Carelli (rappresentante impiegati)
Luigi Busto (rappresentante impiegati)

Cesare Annaratone (rappresentante professionisti)
Giuseppe Ramezzana (rappresentante professionisti)

Carlo Baviera (rappresentante dei giovani)
Mariuccia Merlo (rappresentante delle giovani)

Giovanni Agnesod (rappresentante degli adolescenti)
Maria Luisa Mosso (rappresentante delle adolescenti)

Fiorella Merlini (rappresentante degli insegnanti)

Maria Lusona (rappresentante delle nubili)

Il verbale della prima riunione ricorda che assistono circa 60 persone; infatti le riunioni sono pubbliche, e in molti casi hanno preso la parola anche persone non facenti parte del Consiglio, le quali poi, in caso di voto, non potevano votare. Ovviamente partecipa ( e in molte riunioni offrirà le sue considerazioni e suggerimenti ) il Vice Parroco don Sandro Spriano.

La prima riunione si svolse il 29/10/68 presso il salone dell’Istituto delle Suore Domenicane, con accesso da via Vercelli.

Eletto come Segretario: Carlo Baviera

Il primo argomento affrontato, dopo l’introduzione del Parroco sul ruolo e gli obiettivi del Consiglio, è relativo all’Asilo Parrocchiale. Essendo collocato territorialmente in rione Porta Milano, e quindi nella nuova Parrocchia del Cuore Immacolato di Maria e utilizzato in particolare dagli abitanti di quel quartiere, ma gestito dalla Parrocchia dell’Addolorata, si chiede di contribuire a fronteggiare il passivo in modo proporzionale. Inoltre devono essere nominati due rappresentanti per il Consiglio di Amministrazione.

Fra i problemi emergenti figurava quello degli adolescenti e della loro formazione, la necessità di vivificare la liturgia, le iniziative caritative.

Nelle riunioni successive fra i temi più sentiti e dibattuti, e le iniziative assunte: pensare ad un doposcuola per aiutare nei compiti, la questua (continuare la raccolta durante la messa o lasciare cestini in fondo alla chiesa?), la catechesi per gli adulti, la finalità e il funzionamento dell’oratorio, l’amministrazione della Chiesa e la pubblicità dei bilanci, una maggior vicinanza alle lotte sindacali e una presa di coscienza che faccia superare l’atteggiamento di semplice beneficenza a volte presente nelle attività caritative, il superamento del sistema di “pagamento” per le S. Messe lasciando un’offerta libera, partecipare alla costituzione del Consiglio di Quartiere e il sostegno per il risanamento urbanistico del cuore del borgo (questo pur nella distinzione fra le responsabilità personali e quelle della comunità ecclesiale). Si ricordano, in questa prima esperienza, discussioni infuocate su alcuni argomenti, che dividevano anche a livello nazionale rispetto al modo di operare.

In totale si sono tenute 10 riunioni plenarie; inoltre ci sono state riunioni dei gruppi nei quali si è articolato il lavoro dei consiglieri.
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Il Consiglio Pastorale Parrocchiale

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(continua...)
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