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La Chiesa dell'Addolorata è situata in Piazza Statuto a Casale Monferrato (AL). Edificata nel 1768 dall'architetto Magnocavalli. L'interno a pianta centrale conserva nella zona absidale due sculture lignee probabilmente della fine del XVII secolo.

SCHEGGE DI RIFLESSIONE - 3. L'enciclica "Fratelli tutti" di Papa Francesco in "piccole dosi"

Proseguono le "schegge di riflessione" proposte da don Angelo, all'interno dell'omelia festiva. In questa XXXIII domenica del Tempo Ordinario, ha citato il seguente passaggio:
Per queste ragioni, benché la Chiesa rispetti l’autonomia della politica, non relega la propria missione all’ambito del privato. Al contrario, «non può e non deve neanche restare ai margini» nella costruzione di un mondo migliore, né trascurare di «risvegliare le forze spirituali» che possano fecondare tutta la vita sociale. È vero che i ministri religiosi non devono fare politica partitica, propria dei laici, però nemmeno possono rinunciare alla dimensione politica dell’esistenza che implica una costante attenzione al bene comune e la preoccupazione per lo sviluppo umano integrale. La Chiesa «ha un ruolo pubblico che non si esaurisce nelle sue attività di assistenza o di educazione» ma che si adopera per la «promozione dell’uomo e della fraternità universale». Non aspira a competere per poteri terreni, bensì ad offrirsi come «una famiglia tra le famiglie – questo è la Chiesa –, aperta a testimoniare […] al mondo odierno la fede, la speranza e l’amore verso il Signore e verso coloro che Egli ama con predilezione. Una casa con le porte aperte. La Chiesa è una casa con le porte aperte, perché è madre». E come Maria, la Madre di Gesù, «vogliamo essere una Chiesa che serve, che esce di casa, che esce dai suoi templi, dalle sue sacrestie, per accompagnare la vita, sostenere la speranza, essere segno di unità […] per gettare ponti, abbattere muri, seminare riconciliazione».

Questa citazione ben si collega alle letture del giorno, che ci presentano la figura della donna laboriosa e fedele e i due servi della parabola che con impegno hanno fatto fruttificare i talenti ricevuti. Essi sono immagine della Chiesa, del cristiano che con saggezza e operosità testimonia la fede e attende la venuta del Regno.

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SCHEGGE DI RIFLESSIONE - 2. L'enciclica "Fratelli tutti" di Papa Francesco in "piccole dosi"

In questa XXXII domenica del Tempo Ordinario, don Angelo, durante l'omelia, ha proposto la seconda "scheggia di riflessione", proseguendo con la lettura di un passaggio della Lettera enciclica "Fratelli tutti" di Papa Francesco.
Collegandosi alle letture del giorno, ha citato il seguente passaggio:
Desidero mettere in risalto la solidarietà, che «come virtù morale e atteggiamento sociale, frutto della conversione personale, esige un impegno da parte di una molteplicità di soggetti, che hanno responsabilità di carattere educativo e formativo. Il mio primo pensiero va alle famiglie, chiamate a una missione educativa primaria e imprescindibile. Esse costituiscono il primo luogo in cui si vivono e si trasmettono i valori dell’amore e della fraternità, della convivenza e della condivisione, dell’attenzione e della cura dell’altro. Esse sono anche l’ambito privilegiato per la trasmissione della fede, cominciando da quei primi semplici gesti di devozione che le madri insegnano ai figli. Per quanto riguarda gli educatori e i formatori che, nella scuola o nei diversi centri di aggregazione infantile e giovanile, hanno l’impegnativo compito di educare i bambini e i giovani, sono chiamati ad essere consapevoli che la loro responsabilità riguarda le dimensioni morale, spirituale e sociale della persona. I valori della libertà, del rispetto reciproco e della solidarietà possono essere trasmessi fin dalla più tenera età. Anche gli operatori culturali e dei mezzi di comunicazione sociale hanno responsabilità nel campo dell’educazione e della formazione, specialmente nelle società contemporanee, in cui l’accesso a strumenti di informazione e di comunicazione è sempre più diffuso».

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SCHEGGE DI RIFLESSIONE - 1. L'enciclica "Fratelli tutti" di Papa Francesco in "piccole dosi"

Nell'incontro del Consiglio Pastorale Parrocchiale di venerdì 23 ottobre sono emersi la necessità e il desiderio di leggere e approfondire, non solo personalmente ma soprattutto comunitariamente, l'ultima enciclica scritta da Papa Francesco "Fratelli tutti".
Tra le proposte, oltre a donare (nelle domeniche scorse) una copia del testo ai fedeli, si è pensato e chiesto al Parroco don Angelo di veicolare il messaggio all'interno delle omelie domenicali attraverso quelle che abbiamo scelto di chiamare "schegge di riflessione".
Ecco, allora, che già nell'omelia odierna, collegandosi alle letture del giorno ha citato il seguente passaggio:
Cercando di precisare in che cosa consista l’esperienza di amare, che Dio rende possibile con la sua grazia, San Tommaso d’Aquino la spiegava come un movimento che pone l’attenzione sull’altro «considerandolo come un’unica cosa con sé stesso». L’attenzione affettiva che si presta all’altro provoca un orientamento a ricercare gratuitamente il suo bene. Tutto ciò parte da una stima, da un apprezzamento, che in definitiva è quello che sta dietro la parola “carità”: l’essere amato è per me “caro”, vale a dire che lo considero di grande valore. E «dall’amore per cui a uno è gradita una data persona derivano le gratificazioni verso di essa». (paragrafo 93)

L’amore implica dunque qualcosa di più che una serie di azioni benefiche. Le azioni derivano da un’unione che inclina sempre più verso l’altro considerandolo prezioso, degno, gradito e bello, al di là delle apparenze fisiche o morali. L’amore all’altro per quello che è ci spinge a cercare il meglio per la sua vita. Solo coltivando questo modo di relazionarci renderemo possibile l’amicizia sociale che non esclude nessuno e la fraternità aperta a tutti. (paragrafo 94)

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