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La Chiesa dell'Addolorata è situata in Piazza Statuto a Casale Monferrato (AL). Edificata nel 1768 dall'architetto Magnocavalli. L'interno a pianta centrale conserva nella zona absidale due sculture lignee probabilmente della fine del XVII secolo.

9° Consiglio Pastorale Parrocchiale (1999-2004)

Eletto il 31/1/1999.

Fra i componenti oltre che gli eletti dalla Comunità, ci sono anche i rappresentanti di vari gruppi pastorali operanti in Parrocchia (Catechisti, giovani, ecc.), scelti a loro volta con votazioni interne al gruppo di appartenenza, e i rappresentanti del Parroco.

Gavazza don Luigi, Sobrero Francesco, Agnesod Cappa Angelina, Antoniani Danilo e Cavallone Antoniani Maria Rita, Artoni Fauzio, Baviera Alberto, Baviera Carlo, Milani Baviera Lucia, Bonzano Pier Angelo, Dell’Aversano Bosso Caterina, Camillo Clara, Cavagnolo Enrico e Zimarino Cavagnolo Marina, Farello Gabriele, Guaschino Aldo e Stefanina, Guaschino Bruno e Quartero Guaschino Isa, Lorusso Franco, Madre Superiora Suore Domenicane, Mesturino Secondo, Milani Giorgio, Patti Maria Grazia, Devecchi Pezzana Vincenzina, Pica Franco e Maria, Poletti Mario, Ravera Gian Luigi, Rosolen Luigi e Cristina, Rota Riccardo, Rovere Chiara, Secco Andrea, Sobrero Lucia, Suor Piera, Verardi Casalone Clara, Lepore Zemide Maria.

La prima riunione si svolge il 21/2/99

È nominato Segretario Francesco Sobrero.

Le prime riunioni si concentrano sulle modalità di attuazione delle indicazioni diocesane per il Giubileo del 2000 (la Domenica del Signore, la remissione del Debito, i missionari del Giubileo per incontri con ambienti e famiglie, i luoghi da visitare per ottenere l’indulgenza plenaria [compresi i poveri, che sono la persona di Cristo]) e sulle problematiche giovanili (oratorio, necessità di educatori e testimoni, come favorire la partecipazione alle iniziative [i giovani fanno presente che se non si è coinvolti non si partecipa]. Si inizia anche a ragionare su come preparare il bicentenario della Parrocchia.
All’inizio del 2000 si dimette per motivi di salute Angelina Cappa Agnesod, figura storica oltre che esemplare e preparata teologicamente, è sicuramente una perdita per il livello e il contributo sempre assicurato, con una sensibilità profonda e squisita: “ho sempre partecipato con molto interesse alle riunioni….mi piaceva ascoltare le idee degli altri in quella bellissima atmosfera familiare. Questa sera sarei dovuta venire per dare le mie dimissioni, ma il fatto era troppo emozionante, e io no devo emozionarmi. Non vi dimenticherò mai e spero che la partecipazione alla vita della Chiesa rimanga ancora un rapporto stretto e affettuoso”.
Si affronta in una riunione il problema dei catecumeni immigrati; sono inseriti in famiglie completamente digiune di conoscenze religiose, a volte di religione diversa dalla cattolica, e se verrà a mancare il rapporto stretto con l’Oratorio e i Sacramenti tutto rischia di essere inutile; si decide di affidarsi all’azione della Grazia e alle capacità della Parrocchia di tenere rapporti e dare esempi di vita. Sarebbe ingeneroso tenere lontano qualcuno dal battesimo solo per nostri dubbi. Il problema si dovrà comunque riproporre.
A fine 2000 solo un breve accenno nel verbale all’alluvione che ha colpito il quartiere di Oltreponte e i Paesi dell’oltre Po: è uno dei segni dei tempi che i credenti devono cercare di leggere con l’aiuto della fede. (Il sostegno concreto era venuto nelle settimane immediatamente successive senza nessuna discussione nel Consiglio; si sono attuate le direttive Diocesane e ciò che la sensibilità di ciascuno ha richiesto).
Nel 2001 si torna a parlare della valorizzazione e del rispetto della “domenica” anche per rispondere a quesiti posti dal Consiglio Pastorale Diocesano: serve riscoprire il senso del giorno del Signore, non pensare solo alla celebrazione liturgica ma prolungarla nel servizio ai fratelli, liberare la domenica dal Week-end, interrogarsi sulla civiltà del lavoro che richiede il rispetto del riposo, coinvolgere i giovani in alternative al piattume delle proposte ordinarie, meno messe e più messa, domenica è anche stare insieme – incontrarsi.
Viene posto all’attenzione un tema insolito: il cristiano dovrebbe pensare anche al bene comune della propria comunità di fede, che lo ha cresciuto, educato, accolto; perciò dovrebbe diffondersi l’abitudine di includere anche la Parrocchia tra i beneficiari del proprio Testamento: magari poco, ma un ricordo che sia riconoscenza.
Si torna poi a parlare dello sviluppo e del futuro dell’attività di Oratorio; la situazione non è peggiore della media cittadina, anzi tra presenti e proposte c’è anche del positivo. Però non si trova chi sia disposto a “perdere tempo” soprattutto coi bambini e giovani adulti che si dedichino ai giovani, e proposte coinvolgenti oltre il semplice momento di gioco. Gli obiettori verranno a mancare e adulti disponibili a tenere aperte le strutture non ce n’è più.
I tragici eventi dell’11 settembre con l’attacco alle Torri gemelle negli USA si riflette sul Consiglio, che già aveva seguito (soprattutto per la partecipazione personale di alcuni giovani della parrocchia) la preparazione del G8 a Genova insieme ai gruppi cattolici e al Card. Tettamanzi con la richiesta di attenzione alla questioni della fame e delle tante ingiustizie del pianete. L’attacco terroristico e la conseguente guerra in Afganistan per perseguire i colpevoli protetti dal regime dei taleban portano sconcerto nella coscienza dei credenti, che devono invece essere sempre per soluzioni “evangeliche”, e che hanno tre opzioni: il perdono (anche dei propri nemici), l’opzione della giustizia (ridurre il malvagio in condizioni di non nuocere e di riparare il male fatto), la lettura “provvidenziale” dell’evento (ricordare l’insopportabile guerra della fame nel mondo, il Medio Oriente perno di ogni soluzione o conflitto).
A fine anno 2001, durante la Visita Pastorale, ci si collega agli impegni di quella precedente che aveva suggerito indicazioni, nella Dichiarazione d’intenti sottoscritta da tutti i Parroci del Vicariato: si nota che la pastorale giovanile è rimasta in capo alle singole Parrocchie e manca quindi un coordinamento e una struttura cittadina; a fronte di una riduzione delle Messe nel quartiere (a seguito della chiusura della Chiesa della Missione e soppressione di quella in Parrocchia delle 11,30 per mancanza di sacerdoti disponibili) non c’è stato pari calo di messe in città; c’è difficoltà anche nella pastorale sociale e del lavoro (giovani lavoratori per lo più della parrocchia), si partecipa a qualche offerta proposta dalla Diocesi ma non si riesce a fare di più; catechesi agli adulti e in particolare alle famiglie: qualche incontro, a volte una tre sere su tema specifico, ma difficile andare oltre e avere qualcosa di più organico e continuativo anche per mancanza di persone disponibili. Il Vescovo nelle risposte ricorda che la prima educatrice è la famiglia e che l’educazione è questione di amore, che è pericolosa la troppa identificazione tra catechismo e “scuola”, che per la formazione del laico e importante anche l’educazione alla vita sociale e politica e che va presa in mano la Dottrina Sociale, che la partecipazione minoritaria dei giovani (il 25%) alla messa e alle attività non deve spaventare - è importante la continuità della semina, della proposta, e si deve prestare attenzione alla scuola, alla formazione all’amore e alla vita di coppia ai centri di aggregazione sportiva, ai gruppi e movimenti.
Il dopo Giubileo porta ad assumere le indicazioni che vengono per un nuovo Stile di Vita con un giorno di digiuno televisivo e proposte di sabati diversi per i giovani, la ripresa della recita dei Vespri dopo la messa vespertina, la via Crucis commentata in quaresima.
Essendo il 2002 (21 novembre) il duecentesimo anniversario di istituzione della Parrocchia, si prevedono alcune iniziative per ottobre/novembre: oltre alla Celebrazione solenne con la Messa domenicale, una Messa presieduta dal Vescovo con la partecipazione dei sacerdoti originari della Parrocchia o che vi hanno svolto un servizio, la ristampa (che poi non c’è stata) e presentazione del libro sulla storia della Parrocchia (redatto nell’89/90 da don Pietro Palena), una serata con lo spettacolo sull’Entierro (da parte del Collettivo Teatrale – un commento storico su questa espressione di pietà popolare da parte del Dr. Monti di S. Salvatore) e un concerto( entrambe in collaborazione con il Comune di Casale), serate di approfondimento pastorale con la partecipazione del Card. Severino Paletto.
Nel 2002 viene ordinato don Jean Baptiste che svolge il ruolo di diacono in Parrocchia e che sarà il nuovo Vice Parroco (è il primo vice straniero, africano del Togo).
Si prende atto che sta venendo meno il senso di appartenenza (soprattutto nei giovani) ed è in costante calo la presenza attiva delle persone (e non solo nella partecipazione alla S. Massa festiva). Intanto una sollecitazione viene dal Piano pastorale Diocesano che invita al miglior funzionamento dei Consigli Pastorali, i quali devono anche essere momento di progettazione e assunzione di responsabilità pastorale e non solo momenti esecutivi.
Nel 2003 si prende atto della decisione del CPAE di trasformare il riscaldamento della Chiesa da gasolio a metano e di eseguire i lavori di sistemazione del nuovo Oratorio estivo (presso i cortili della Scuola Media Leardi, a seguito di convenzione con il Comune).
La programmazione dell’anno pastorale 2003/2004 chiama i Consiglieri a interrogarsi su: - iniziazione cristiana, come continuare quando si punta a ricevere un sacramento senza capire il contesto e disinteressandosi della formazione? - la famiglia, con le sue crisi - i giovani e la necessità di operatori che stiano loro vicino. C’è chi fa proposte più organiche anche per malati e anziani.
Le ultime riunioni trattano della vendita di due alloggi ereditati con testamento, il cui ricavato è stato impegnato per lavori di ristrutturazione della Casa Parrocchiale, dell’Oratorio e della Chiesa.

Le riunioni sono state in totale n. 25 (di cui 1 con Mons. Zaccheo durante la Visita Pastorale del 2001)

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